Queste navi non hanno causato il ciclone Harry e i disastri in Sicilia

Come spesso accade a seguito di grave maltempo, non tardano a emergere le narrazioni complottiste. In questo caso trattiamo diverse condivisioni (per esempio qui e qui) dove si sostiene che le devastazioni causate dal ciclone Harry in Sicilia sarebbero dovute in realtà a una operazione di geoingegneria. Una tesi facente parte della più ampia teoria del complotto delle Scie chimiche.
Per chi ha fretta:
- Vengono mostrate immagini di alcune navi ritenute sospette localizzate, secondo la narrazione, nel porto di Catania.
- Catania è una delle località più devastate dal passaggio del ciclone Harry, che secondo queste tesi sarebbe provocato da operazioni di geoingegneria.
- Le navi in oggetto non si trovano in Sicilia, ma in luoghi ben più lontani.
- Abbiamo già trattato una vicenda simile nel 2024.
Analisi
Le condivisioni di questa narrazione presentano didascalie come le seguenti:
E se quello che è successo a Catania non fosse un evento naturale?
Mentre giornali e telegiornali si riempiono di foto di fango e lacrime, c’è un’immagine che nessuno osa mostrarvi
Guardate questo colosso d’acciaio che solca le nostre acque proprio ora, non è una coincidenza. È la Karadeniz Powership Osman Khan
Si tratta di una centrale elettrica galleggiante, nota come powership, di proprietà della compagnia turca Karadeniz Holding e gestita da Karpowership
Funzione
In teoria è una nave progettata per fornire energia elettrica a città costiere o regioni che soffrono di carenze energetiche. Nel 2010 era considerata la più grande powership del mondo
Capacità
Ha una potenza di generazione di circa 216 Megawatt, una fortezza di potenza pura
Mentre i telegiornali leggono il copione del “maltempo eccezionale”, la realtà è molto più oscura. Quello che chiamano “Ciclone Harry” è una dimostrazione di forza energetica e di operazione chirurgica
in Sicilia e Sardegna. Il mare non sta solo “salendo”, sta divorando chilometri di costa con una violenza mai vista. Spiagge cancellate: da Mondello al Poetto, da San Vito Lo Capo alle coste della Gallura, il paesaggio è irriconoscibile. L’arenile è scomparso, risucchiato da correnti anomale che sembrano generate artificialmente. Il Sud in ginocchio: Mentre le perle del nostro turismo vengono rase al suolo, questa centrale elettrica galleggiante di 241 metri di lunghezza, staziona indisturbata proprio al largo dei luoghi colpiti dal ciclone
Perché una nave che ha operato in scenari di guerra e crisi energetiche globali come l’Iraq e il Pakistan si trova in Italia?
Perché è il test del test
Potenza Fuori Controllo
216 Megawatt non servono a illuminare lampadine. È un’energia titanica che, se convogliata, può eccitare la ionosfera e creare “muri d’acqua” enormi
L’Arma Elettromagnetica
Quelle decine di torri che svettano dalla coperta non sono semplici scarichi. Sono emettitori. Mentre il cielo sopra il Sud Italia esplode, la Osman Khan scarica la sua potenza nel sistema, alimentando il cuore del ciclone Harry e dirigendolo con precisione chirurgica contro le nostre coste
Il test finale?
Stanno guardando come reagisce il territorio. Stanno guardando come spariscono le spiagge sotto i colpi di una frequenza energetica che l’occhio umano non può vedere, ma che la natura subisce
Non è il clima è il dominio del clima e dei popoli. Questa nave era presente sistematicamente fuori da ogni porto nel mondo in cui c’è stato un disastro ambientale. Era lì per “aiutare”. Peccato che arrivava sempre prima del disastro. Strane coincidenze
E mentre voi contate i danni e cercate di salvare il salvabile dal fango, loro monitorano i grafici di produzione energetica. Harry non è un fenomeno naturale: è un esperimento di guerra ambientale e la Osman Khan è il generatore che lo tiene in vita
Smettete di chiamarlo maltempo è un attacco al cuore del Mediterraneo. Mentre la Sicilia e la Sardegna affogano, la centrale galleggiante continua a pompare energia nel sistema, è solo l’inizio… Perché i veri grandi reset si fanno anche così…

Dove si trovavano davvero quella navi “sospette”
Attraverso servizi online come Marine Traffic e Vessel Finder (archiviato qui e qui) è possibile individuare lo stato delle navi che si vuole localizzare, e risalire a dove si trovano attualmente.

Nel caso della KPS Osman Khan e della KPS Kaya Bey, parliamo di navi che operano in Africa. Entrambi fanno parte della stessa compagnia e risultano ferme dal 2025.

Conclusioni
Le navi che dovrebbero essere coinvolte in operazioni segrete di geoingegneria a Catania in realtà risultano aver operato lungo le coste dell’Africa Nord-Occidentale. Risultano inoltre ferme dal 2025.
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