Torino, scontri al corteo per Askatasuna: bombe carta e cassonetti incendiati, la polizia risponde con lacrimogeni e idranti – Foto e Video
Si temevano tensioni e alla fine ci sono state davvero. Quando il corteo per Askatasuna, il centro sociale di Torino sgomberato lo scorso dicembre dopo trent’anni di occupazione, ha deviato dal percorso previsto ed è entrato in corso Regina Margherita, la via che un tempo ospitava la storica sede, sono iniziati gli scontri con le forze dell’ordine. I manifestanti hanno lanciato bombe carta, razzi e fuochi pirotecnici, mentre la polizia ha risposto con i lacrimogeni.
Sono oltre una trentina in tutto, secondo un aggiornamento intorno alle 22 da parte del servizio 118, i feriti – tra cui il poliziotto preso a calci e martellate – durante gli scontri avvenuti al termine del corteo. Nessuno risulta grave. Una quindicina di persone sono andate al vicino ospedale Gradenigo, alcune con mezzi propri. Meno di una decina di feriti sono stati portati alle Molinette, quattordici al Cto, di cui uno con un trauma toracico più serio e otto già dimessi. Altri, non conteggiati, sono andati al Giovanni Bosco e si tratta soprattutto di manifestanti.
Lacrimogeni, bombe carta e cassonetti incendiati
La polizia ha iniziato ad avanzare con l’aiuto di un idrante, ma i manifestanti hanno risposto lanciando altre bombe carta, fumogeni e artifizi pirotecnici, utilizzando dei tubi di metallo come mortai e incendiando i cassonetti. Si tratta di manifestanti dal volto coperto, che rilanciano anche i lacrimogeni che arrivano dalla polizia e che utilizzano scudi per ripararsi dall’acqua. Dai dehors dei bar, chiusi, vengono lanciate in stata da autonomi e anarchici sedie e tavoli, per sbarrare la strada alle forze dell’ordine.
January 31, 2026
Tensioni anche al Campus Einaudi
Un altro gruppo di antagonisti, oltre a quello entrato in corso Regina Margherita, si è staccato dal corteo principale per andare al Campus Einaudi, un campus universitario lungo il fiume Dora. Il blitz degli autonomi dietro la struttura universitaria è proseguito con lanci di oggetti, sedie e razzi contro la polizia, che ha effettuato una carica di alleggerimento per cercare di disperdere i manifestanti, oltre a lanciare lacrimogeni. Gli attivisti sono arretrati di qualche decina di metri per poi ricominciare.
La partenza del corteo
«Ringraziamo la premier Meloni perché è lei che ha fatto sì che le persone fossero qua ed è da qui che partirà una nuova opposizione al suo governo». Così il portavoce del centro sociale Askatasuna ha caricato i manifestanti poco prima della partenza del corteo. Oggi a Torino diverse zone sono blindate per il timore di scontri durante la mobilitazione delle circa duecento realtà, tra collettivi e movimenti politici e sociali, che hanno aderito all’iniziativa.
Gli organizzatori: «Siamo 50mila»
Il corteo in difesa del centro Askatasuna è cominciato nel pomeriggio. Gli organizzatori parlano di 50mila persone in strada, le forze dell’ordine di 15mila. La sfilata per la città è proseguita fino al quartiere dove per quasi trent’anni il centro sociale è rimasto attivo. I tre spezzoni del corteo si sono uniti lungo il fiume Po con gli attivisti provenienti da Porta Susa e da Porta Nuova, tra cui anche il fumettista Zerocalcare, insieme a quelli partiti dalla sede delle facoltà umanistiche occupata, Palazzo Nuovo.
January 31, 2026
Le misure per la sicurezza
Per prevenire scontri e garantire la sicurezza, il prefetto ha adottato due provvedimenti contingibili e urgenti. Con il primo si vieta la somministrazione da asporto e la detenzione di bevande in contenitori di vetro, alluminio o comunque potenzialmente pericolosi. La seconda ordinanza stabilisce il divieto di occultamento del viso tramite caschi, maschere o mascherine, nonché il divieto di portare fumogeni e materiale esplodente di qualsiasi natura, con l’obiettivo di prevenire possibili episodi di violenza. Il centro sociale di corso Regina Margherita 47, occupato dal 1996 e considerato l’ultimo fortino dell’Autonomia torinese, era stato al centro di indagini della Digos per gli assalti a La Stampa, alle Ogr e a Leonardo durante manifestazioni di solidarietà alla Palestina. Dopo lo sgombero, gli attivisti avevano già protestato in piazza, con scontri con le forze dell’ordine.
Attesi Zerocalcare e Willie Peyote
Tante le realtà e le figure di spicco attese in piazza. Oltre ai vari rappresentanti sindacali, sarà presente anche il movimento No Tav con la storica attivista Nicoletta Dosio. Dal mondo dello spettacolo, da sempre vicino all’area antagonista, sono annunciati Zerocalcare, autore della locandina della manifestazione, Willie Peyote e i Subsonica. Ma c’è anche chi si dice preoccupato per possibili scontri.
La scrittrice Mastrocola: «C’è paura in città»
«La libertà di manifestare esiste e va garantita, purché resti nei limiti posti dalle autorità, come le restrizioni a sfilare in certe strade. Il problema è che quei limiti non sono rispettati quasi mai», afferma la scrittrice torinese Paola Mastrocola a La Stampa. In città, a suo avviso, c’è «grande paura, i cittadini non usciranno di casa e i commercianti che terranno chiusi i negozi». E aggiunge: «Io temo che si cerchi lo scontro, anche se non lo si programma. Mi chiedo se i manifestanti saranno soddisfatti in caso tutto si svolga in toni pacifici», aggiunge la scrittrice. Diversa, invece, la posizione del politologo Marco Revelli: «Questa situazione che viene considerata allarmante è il prodotto della gestione sconsiderata dell’ordine pubblico da parte del ministero dell’Interno e delle autorità locali preposte. La mobilitazione è ampiamente condivisibile per cercare di mantenere aperti spazi di dissenso contro una gestione del mondo che ci porta al disastro, con l’assenso delle figure di potere».
La locandina del corteo

Foto copertina: ANSA/Bruno Brizzi
