Caso Epstein: Mandelson si dimette da Lord, i Clinton si arrendono e testimonieranno alla Camera. Le nuove conseguenze degli ultimi file

Il politico britannico ed ex ambasciatore negli Stati Uniti Peter Mandelson lascerà la Camera dei Lord a causa delle nuove rivelazioni sul suo rapporto con Jeffrey Epstein. Si dimetterà dalla Camera alta del Parlamento a partire da domani. Rischia anche un’indagine della polizia per aver passato informazioni riservate del governo al finanziere pedofilo morto poi suicida in carcere a New York. Questo avviene nel Regno Unito, mentre negli USA l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e sua moglie Hillary Clinton, ex segretaria di Stato, si sono decisi a testimoniare davanti alla commissione di vigilanza della Camera. Il passo indietro è stato annunciato dal vice capo dello staff di Bill, Angel Ureña. Non è chiaro quando si terranno le deposizioni, ma sarà la prima volta che un ex presidente degli Stati Uniti testimonierà davanti a una commissione del Congresso dai tempi di Gerald Ford nel 1983. Queste le prime conseguenze dell‘Epstein Files Transparency Act, che ha permesso la pubblicazione di tutta la documentazione non coperta da segreto di Stato sul caso del miliardario.

Il caso Mandelson e quegli aiutini ad Epstein
Lo storico esponente del New Labour, secondo quanto emerge dall’ultimo rilascio degli Epstein files, sarebbe accusato di aver condiviso documenti e informazioni riservate del governo britannico con Epstein. Un atteggiamento che ha messo in imbarazzo il primo ministro Keir Starmer, tanto che lui stesso si stava già attivando per una espulsione, giudicando il caso con «profonda delusione».
I messaggi che coinvolgono Mandelson risalgono al 2009 e 2010, quando era ministro del Commercio e figura chiave del governo Brown. Il laburista avrebbe anticipato al finanziere condannato per atti sessuali su minori le mosse dell’allora esecutivo anticipandogli, per esempio, la stretta sui bonus banchieri. Una sorta di agevolazione sulla concorrenza, con informazioni che dovevano rimanere tra i membri dell’esecutivo e che non dovevano certamente esser diffuse all’esterno. Non solo: Mandelson avrebbe inoltre spifferato il maxi piano europeo da circa 500 miliardi di euro destinato al salvataggio di diverse banche europee. Una palese violazione degli standard di condotta ministeriali.
I Clinton e il loro coinvolgimento nel caso Epstein
I Clinton finora si erano negati ai deputati Usa. La loro decisione a testimoniare è arrivata quando si stavano per votare due risoluzioni che, con il loro atteggiamento, li avrebbero accusati di oltraggio al Congresso. Bill Clinton faceva parte dei legami di Epstein e lo ha frequentato tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila. Entrambi i coniugi hanno sostenuto come al tempo fossero ignari dei crimini commessi dal finanziere. I Repubblicani hanno sempre sostenuto una loro audizione davanti al Congresso, ma, con il rilascio dei files, il fronte si è allargato anche con i democratici.
