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Pucci rinuncia alla co-conduzione di Sanremo, Meloni: «Deriva illiberale della sinistra». La Russa lo invita a ripensarci, per la Rai è censura

08 Febbraio 2026 - 18:39 Alba Romano
andrea pucci polemiche invito sanremo
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In una nota la Rai esprime «grande rammarico per la decisione di Pucci» e ha espresso «preoccupazione per il clima d'intolleranza e di violenza verbale» che si è generato attorno alla vicenda

Andrea Pucci rinuncia al Festival di Sanremo 2026 dopo le polemiche che hanno accompagnato l’annuncio della sua presenza come co-conduttore, insieme a Lillo, della terza serata. «Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili!», dichiara, parlando di «onda mediatica negativa» che altera «il patto fondamentale» con il pubblico. Per tale motivo, il comico ha deciso di fare un passo indietro ringraziando Carlo Conti e la Rai. «Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più», afferma. «Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno», conclude.

I post di Meloni e Salvini

Pochi istanti dopo l’annuncio del comico è arrivata la solidarietà via social da parte della premier Giorgia Meloni. «Fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui», scrive la premier su Facebook. «Esprimo solidarietà ad Andrea Pucci, che ha deciso di rinunciare a Sanremo a causa delle offese e delle minacce rivolte a lui e alla sua famiglia – si legge nel post -. È inaccettabile che la pressione ideologica arrivi al punto da spingere qualcuno a rinunciare a salire su un palco. Ma anche questo racconta il doppiopesismo della sinistra, che considera “sacra” la satira (insulti compresi) quando è rivolta verso i propri avversari, ma invoca la censura contro coloro che dicono cose che la sinistra stessa non condivide. La deriva illiberale della sinistra in Italia sta diventando spaventosa», conclude Meloni. Dello stesso tono il commento del vicepremier Matteo Salvini. «Io sto con Andrea Pucci. Evviva la libertà di pensiero, di parole e di sorriso», scrive sui social il ministro, postando anche una foto del comico.

La Russa telefona a Pucci

Sull’accaduto è intervenuto anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha espresso il suo sostegno a Pucci con una telefonata, in cui lo ha anche invitato a ritornare sui suoi passi: «Ho telefonato all’amico Andrea Pucci per esprimergli la mia vicinanza e per invitarlo a ripensarci. Capisco la sua decisione, presa da persona perbene qual è, ma il mio auspicio è che possa tornare sui suoi passi. Ho sempre sostenuto che la satira non possa e non debba essere censurata: lo pensavo quando a calcare il palco di Sanremo erano comici dichiaratamente di sinistra, e lo dico oggi con Pucci. A lui e alla sua famiglia va la mia vicinanza per le minacce ricevute», ha dichiarato.

La nota della Rai

Nel pomeriggio di oggi, domenica 8 febbraio, è stata diffusa anche una nota della Rai, in cui si esprimeva «grande rammarico per la decisione di Andrea Pucci di rinunciare a partecipare alla prossima edizione del festival di Sanremo, a seguito delle gravi minacce ricevute e del clima di intimidazione nei suoi confronti». L’azienda ha anche espresso «preoccupazione per il clima d’intolleranza e di violenza verbale generato nei confronti di un artista che ha fatto della satira e della comicità non conformiste il suo modo di esprimere libertà di pensiero. Questa forma di censura nei confronti di un artista attraverso la diffusione di odio e pregiudizio dovrebbe preoccupare chiunque lavori nello spettacolo. Facciamo ad Andrea Pucci gli auguri più sinceri e speriamo di poter presto condividere il suo percorso artistico».

La rivolta social contro il comico

La scelta di chiamare Pucci sul palco dell’Ariston aveva innescato una rivolta dei social, dove al comico era stato affibbiato ogni tipo di epiteto: misogino, razzista, fascista, no vax. «Complimenti a Carlo Conti», scrive in tono ironico Selvaggia Lucarelli. «Dopo quella che non canta Bella Ciao» (riferimento a Laura Pausini, ndr) «e lo stalker canterino amico di Giorgia» (riferimento a Morgan, ndr), «sul palco di Sanremo abbiamo anche Andrea Pucci, quello che fa body shaming su Elly Schleinbattute omofobe e finezze varie», scriveva la giornalista su Instagram.

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