Truppe straniere a Gaza, la missione prende forma: «Pronti migliaia di soldati dall’Indonesia»

C’è un Paese del mondo che dopo mesi di melina ha rotto gli indugi ed è pronto ad inviare realmente le sue truppe nella Striscia di Gaza per contribuire alla sua stabilizzazione. È l’Indonesia. A riportarlo in un servizio è l’emittente israeliana Kan, secondo cui Giakarta sarebbe pronta a spedire migliaia di suoi soldati a Gaza nelle prossime settimane. O meglio, nel sud di Gaza, perché la porzione di territorio su cui dovrebbero muoversi i soldati indonesiano sarebbe tra Rafah e Khan Yunis. Si tratterebbe se così fosse del primo passo concreto di formazione di quella Forza internazionale di stabilizzazione (Isf) prevista dal piano Trump per consolidare il cessate il fuoco tra Israele e Hamas e sin qui rimasta sulla carta. La “fase 2” del piano, d’altra parte, è partita ufficialmente solo a fine gennaio, quando Israele è riuscita a localizzare e riportare in patria anche il corpo dell’ultimo ostaggio morto a Gaza, Ran Gvili.
Cosa farà l’Isf e chi altro potrebbe unirsi
Della Forza internazionale di stabilizzazione si parla da mesi, come di un tassello chiave perché la tregua nella Striscia possa consolidarsi e portare a pace reale e ricostruzione per l’enclave martoriata da due anni di guerra tra Israele e Hamas. Ad aver espresso disponibilità a farne parte è stata anche l’Italia, insieme a player regionali come Egitto, Emirati Arabi, Turchia, Qatar, Azerbaijan e Pakistan. Ma secondo Kan i primi a entrare a Gaza saranno gli indonesiani. Il governo israeliano per il momento però non commenta l’indiscrezione. Secondo la tv comunque le truppe di Giakarta non sarebbero chiamate alla missione più ardita, quella cioè di disarmare Hamas – come previsto dagli accordi siglati a ottobre. Dovrebbero invece limitarsi a monitorare le linee del cessate il fuoco ed eventualmente «gestire altre questioni legate ai confini.
Il summit da Trump e la sfida di Giakarta
Quanti ne partiranno effettivamente resta al momento incerto, ma la stima credibile sarebbe dell’ordine delle migliaia. Non ci sarebbe ancora una data esatta stabilita per il loro arrivo, ma si tratterebbe di una questione di «settimane», tanto che i quartieri generali del contingente stanno per essere costruiti nell’area sud-est di Rafah. Nei mesi scorsi l’Indonesia, che è l più grande Paese musulmano al mondo, si era detta pronta a inviare fino a 20.000 soldati per l’Isf. Il 19 febbraio il presidente Prabowo Subianto è atteso a Washington per partecipare al “Peace to Prosperity” summit ospitato da Donald Trump. Potrebbe essere la sede per l’annuncio ufficiale.
In copertina: Soldati indonesiani davanti al Parlamento di Giakarta – 1° settembre 2025 (Ansa/Epa – Adi Weda)
