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Olimpiadi, la denuncia dello skeletonista ucraino: «Il Cio vieta il casco con i volti degli atleti caduti». La reazione di Zelensky – Il video

10 Febbraio 2026 - 10:49 Alessandra Mancini
Il messaggio del portabandiera ucraino sui social: «Una decisione che mi spezza il cuore»

«Una decisione straziante che mi spezza il cuore». Con queste parole il corridore ucraino di skeleton Vladyslav Heraskevych, uno dei portabandiera dell’Ucraina alle Olimpiadi di Milano-Cortina, ha denunciato sui social che il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) gli ha proibito di indossare un casco personalizzato, realizzato in memoria degli atleti ucraini caduti nella guerra russa. «Il Cio – dichiara Heraskevych ha vietato l’uso del mio casco nelle sessioni ufficiali di allenamento e nelle competizioni», dopo che era stato mostrato nelle prime prove sulla pista olimpica. «La sensazione è che stia tradendo quegli atleti che hanno fatto parte del movimento olimpico, impedendo loro di essere onorati nell’arena sportiva dove non potranno mai più mettere piede», ha concluso.

Il casco e la dichiarazione di Zelensky

Il casco raffigura i volti di alcuni atleti ucraini uccisi durante l’invasione russa, come riferito dal Kyiv Independent. Tra loro figurano il pattinatore artistico Dmytro Sharpar, caduto in battaglia nei pressi di Bakhmut, e il biatleta diciannovenne Yevhen Malyshev, ucciso vicino a Kharkiv. In un precedente intervento sui social, Heraskevych aveva spiegato che quel disegno voleva rendere omaggio soltanto a una piccola parte dei tanti sportivi morti dall’inizio del conflitto. «Il mondo – si legge nel post – deve conoscere il vero prezzo della nosta libertà».

A denunciare pubblicamente l’iniziativa era stato anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Questa verità non può essere considerata scomoda, fuori luogo o liquidata come un gesto politico durante una competizione sportiva», ha dichiarato il leader di Kiev, definendo il casco un potente promemoria del costo umano della lotta dell’Ucraina e del ruolo del movimento olimpico nella difesa della pace e della vita. Heraskevych era già balzato agli onori della cronaca internazionale quattro anni fa, durante i Giochi di Pechino, quando mostrò uno striscione con la scritta «No alla guerra in Ucraina», denunciando l’imminente aggressione russa.

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