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Crans Montana, Jacques Moretti in aula per l’interrogatorio: «Nessuno ha usato gli estintori». Il pm sequestra i telefoni delle vittime 

11 Febbraio 2026 - 19:53 Ugo Milano
jacques e jessica moretti
jacques e jessica moretti
Nessuno dei 4 estintori è stato usato la notte di Capodanno. Nel frattempo, i proprietari del Constellation hanno incontrato la madre di due ragazze ferite

Nessuno dei quattro estintori presenti nel locale interrato Constellation di Crans-Montana è stato usato durante l’incendio di Capodanno. Il dettaglio è emerso oggi – mercoledì 11 febbraio – durante l’interrogatorio a Sion di Jacques Moretti, proprietario del disco-bar, indagato con la moglie Jessica Maric per la strage in cui sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite. «Nessuno l’ha usato perché tutti pensavano solo di scappare», ha detto Moretti, che non era comunque presente nel locale. Dalle perizie tecniche è emerso inoltre che non ci fossero i cartelli catarifrangenti di segnalazione degli estintori. «Non mi ricordo della loro presenza, li avevo incollati con un nastro biadesivo ma si staccavano facilmente al passaggio delle persone. Ho controllato e anche in questo palazzo in cui siamo oggi c’è lo stesso problema: si scollano anche qui».

L’incontro tra i Moretti e la madre di due ragazze ferite 

I due proprietari del locale svizzero hanno incontrato Leila Micheloud, madre di due ragazze ferite nel rogo. Il colloquio riservato tra i tre si è svolto in un’aula del campus universitario di Sion, in una pausa dell’interrogatorio. «Ovviamente non posso dire che cosa si sono detti – spiega Sébastien Fanti, avvocato di Micheloud – ma è stato un incontro di grande intensità, umanità e semplicità».

Il sequestro dei telefoni delle vittime

Nel frattempo, la procura di Roma ha disposto il sequestro probatorio dei telefoni di tutti i ragazzi italiani che hanno perso la vita o sono rimasti feriti a Crans Montana. Il pm Stefano Opilio, titolare del fascicolo per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, e lesioni aggravate, sta raccogliendo i cellulari in vista di una indagine forense che comincerà a breve. Si ritiene che le immagini e le chat altri dati della notte tra il 31 dicembre e l’1 gennaio possano restituire elementi rilevanti nella ricostruzione del rogo.

Come si legge nel decreto in cui compaiono i nomi di 13 giovani – per altri il telefono era già sotto sequestro – «non risulta, allo stato, che le autorità svizzere abbiano disposto il sequestro dei telefoni cellulari in uso alle persone offese del reato, e che gli stessi dispositivi ben potrebbero contenere immagini e/o riprese video relative alla tragedia oggetto di indagine, idonee a documentare la dinamica e le circostanze di tempo e di luogo dei fatti, nonché individuare ipotesi di responsabilità». Le analisi forensi serviranno per cristallizzare una serie di elementi per ricostruire la dinamica e fare luce su una serie di dettagli legati alle questioni della sicurezza del locale. 

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