Petrecca, il vice Bulbarelli e la «sorpresa di Mattarella alle Olimpiadi». Ora il Colle non ci sta e avvisa Lilli Gruber: «Mai intervenuti sulla Rai»

Sembra alla “Fiera dell’Est” ma per capire perché il Quirinale sia intervenuto in una trasmissione televisiva, ovvero “Otto e mezzo” di Lilli Gruber su La7, per difendersi da presunte ingerenze sulla Rai occorre fare un lungo passo indietro. Si deve partire a quasi due settimane fa, quando Auro Bulbarelli, vicedirettore di RaiSport e capo progetto di Milano-Cortina, aveva annunciato una «sorpresa clamorosa del capo dello Stato Sergio Mattarella» alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi. Non doveva farlo. Specialmente se la rivelazione non era stata concordata con il Colle. Per questo per l’evento degli eventi Bulbarelli fu sostituito dal direttore di Rai Sport Paolo Petrecca. Una mossa le cui conseguenze (e gli scivoloni) sono finite sui media internazionali e hanno avuto anche conseguenze e polemiche politiche. C’è però un resoconto ulteriore su questa vicenda, che fa fibrillare viale Mazzini. E sta tutta nella nota del Quirinale inviata stasera alla trasmissione “Otto e mezzo”. «Gentile dottoressa Gruber, in riferimento alle affermazioni di alcuni dei suoi ospiti nella trasmissione di ieri, secondo la quale la Presidenza della Repubblica avrebbe chiesto di sanzionare un telecronista, l’Ufficio stampa del Quirinale fa presente che si tratta di una notizia falsa e gravemente lesiva dell’immagine dell’Istituzione», recita la missiva.
La dura nota del Colle: «Mai intervenuti sulla Rai»
«Il Quirinale, negli undici anni di presidenza, non è mai intervenuto sulla Rai per chiedere rimozioni, sostituzioni, avvicendamenti, punizioni di conduttori televisivi, giornalisti o altri. Nel caso specifico, l’Ufficio stampa -prosegue la lettera- si è limitato – come è suo diritto e dovere – a far presente che la diffusione in conferenze stampa ufficiali di notizie riguardanti il calendario e gli impegni del Presidente in occasioni di eventi pubblici come le Olimpiadi avrebbe dovuto essere concordata con l’Ufficio stampa stesso. Tutto il resto sono illazioni prive di fondamento, che si respingono con determinazione». Ma perché il Quirinale è dovuto scomodarsi su una nota in tv?
Il Quirinale si muove dopo la frase di Travaglio?
Giacomo Amadori su La Verità ha descritto in alcuni articoli la vicenda Bulbarelli, parlando di due telefonate (verso il Cio e la Rai) a cui dopo è seguito il “siluramento” del vice direttore dalla cerimonia della Olimpiadi. L’argomento era stato rilanciato da Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, ieri a Otto e Mezzo. «Abbiamo visto le più alte cariche dello Stato occuparsi dei palinsesti televisivi. Prima il Quirinale che fa sapere che non gli va bene Bulbarelli come telecronista perché ha dato una notizia vera, cioè che Mattarella sarebbe andato all’inaugurazione delle Olimpiadi. Questo viene sostituito dal direttore che non sa nemmeno come si chiama perché riuscire a chiamare Stadio Olimpico lo stadio San Siro, è veramente incredibile. Così come scambiare la figlia di Mattarella per la presidente del Coni (in realtà la gaffe era sul Cio, ndr), Mariah Carey per l’attrice Matilda De Angelis. Insomma non ne ha azzeccata una…», aveva dichiarato il giornalista. In realtà Travaglio ha in gran parte poi virato sul caso Pucci e ha sottolineato la lottizzazione della Rai o meglio i «lottizzati incapaci», con l’ingerenza del governo sulla televisione pubblica. Ma tra articoli e interventi televisivi vari oggi il Colle ha sbuffato. O meglio precisato. Not in my name.
