Ultime notizie Festival di SanremoFrancesca AlbaneseJeffrey EpsteinOlimpiadi 2026Roberto Vannacci
ESTERIAlexandria Ocasio-CortezCaliforniaDonald TrumpGermaniaUnione europeaUSA

L’America anti-Trump sbarca alla Conferenza di Monaco. Newsom: «Con lui la diplomazia non funziona, allacciatevi le cinture e affrontatelo»

13 Febbraio 2026 - 22:15 Gianluca Brambilla
america anti trump conferenza monaco newsom aoc
america anti trump conferenza monaco newsom aoc
La beniamina della sinistra Alexandria Ocasio-Cortez debutta davanti ai leader europei. Domani il discorso di Marco Rubio: «Viviamo in una nuova era geopolitica»

Potrebbe esserci anche il successore di Donald Trump tra i componenti della delegazione americana – ufficiale e non – che prende parte in questi giorni alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera. Il palco è lo stesso da cui, solo un anno, il vicepresidente americano J.D. Vance attaccò frontalmente l’Europa e il suo modello politico-economico. Alle sue parole, che al tempo lasciarono di stucco i leader del Vecchio Continente, ha risposto oggi il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, che ha candidamente ammesso: «Il vecchio ordine mondiale non esiste più. Si è aperta frattura tra Usa ed Europa».

La sfilata di probabili candidati (democratici e repubblicani) per il dopo-Trump

Ma se sul fatto che le relazioni tra Stati Uniti ed Europa si sono incrinate, non tutti sono d’accordo su come reagire. E dall’altra sponda dell’Atlantico, c’è chi preme affinché il Vecchio Continente non ceda ai ricatti di Trump. È il caso dei democratici americani, accorsi in massa alla conferenza di Monaco. Ci sono, tra gli altri: Gavin Newsom, governatore della California, Alexandria Ocasio-Cortez, deputata di New York e punto di riferimento dell’ala sinistra del partito, Mark Kelly, senatore dell’Arizona, e Gretchen Whitmer, governatrice del Michigan. Il filo rosso che lega tutti questi nomi? Si tratta di potenziali candidati, pronti a sfidare chiunque sarà l’avversario scelto dai repubblicani. I due nomi più accreditati, per i conservatori, sono J.D. Vance – che già ha fatto parlare di sé alla scorsa edizione della conferenza di Monaco – e Marco Rubio, segretario di Stato, che oggi è atterrato in Germania e interverrà domani dal palco.

Newsom striglia l’Europa: «Affrontate Trump senza paura di ritorsioni»

Nella delegazioni dei candidati anti-Trump, i riflettori sono puntati su Newsom e Ocasio-Cortez, i due più gettonati tra gli elettori democratici. Il governatore della California ha messo in guardia i leader europei che optano per un approccio soft nei confronti del presidente americano: «Prima o poi lui non sarà più presidente, ma noi restiamo. La gente ha paura di ritorsioni, accade anche a me. Certo, il confronto diventa ruvido, ma bisogna allacciarsi le cinture e affrontarlo». E se alcuni leader europei avevano avuto un primo assaggio dell’abilità retorica di Newsom già durante il Forum di Davos, ha destato certamente più curiosità la presenza di AOC – questo il soprannome della giovane deputata di New York – che finora si era sempre concentrata sulla politica interna.

Il debutto di AOC davanti ai leader europei

Parlando a due panel, uno sull’ascesa del populismo e l’altro sul futuro della politica estera di Washington, Ocasio-Cortez ha insistito su uno dei cavalli di battaglia dei progressisti americani: «Non credo che dobbiamo aspettare un singolo presidente per imporre una tassa sulla ricchezza. Penso che debba essere fatta in modo rapido ed efficace». Nel discorso di AOC non manca una critica al suo stesso partito, accusato di aver tradito per diversi anni gli interessi delle comunità che aveva promesso di rappresentare: «Sono stata eletta per la prima volta nel 2018 – ha raccontato – e prima ero cameriera a New York. Non avevo assicurazione sanitaria. Non riuscivo a pagare l’affitto. E vedevo costantemente un partito che difendeva interessi speciali, l’élite, e un Partito Democratico che diceva alle persone che lavorano che andava tutto bene, quando in realtà non era così. Dobbiamo avere una politica centrata sulla working class se vogliamo avere successo».

Rubio: «Viviamo in una nuova era geopolitca»

A fare da contraltare ai molti esponenti dem americani ci penserà Marco Rubio, che quest’anno guida la delegazione ufficiale di Washington alla conferenza di Monaco. Il segretario di Stato Usa è arrivato oggi in Germania, dove ha avuto un bilaterale con Merz e, parlando con i giornalisti, ha dato un assaggio di ciò che potrebbe dire nel suo discorso di domani: «Il mondo sta cambiando molto velocemente davanti a noi. Viviamo in una nuova era geopolitica, che richiederà a tutti noi di riesaminare la situazione e il ruolo che ci spetta». Toni ben più concilianti di quelli usati un anno fa da J.D. Vance, che confermano la volontà di mantenere uno stile comunicativo più pacato e, chissà, posizionarsi in vista delle prossime elezioni presidenziali americane.

EPA/Sean Gallup | Marco Rubio e Friedrich Merz alla Conferenza di Monaco
leggi anche