Il Vaticano contro i Cavalieri di Malta: «Vogliono affittare gli spazi dell’ambulatorio dei poveri»

L’Ordine di Malta rischia il commissariamento. O almeno un’ispezione. Il Messaggero fa sapere che da qualche tempo sul tavolo di Papa Leone XIV è arrivato un dossier. Contiene analisi e critiche nei confronti dei vertici. Che sarebbero poco in linea con lo spirito austero e riformatore che ha ispirato la nuova costituzione, approvata nel 2022 sotto il pontificato di Bergoglio. A sua volta, è l’accusa, tradita.
I Cavalieri di Malta
Il primo punto di Francesco era infatti la trasformazione dell’ordine cavalleresco in religioso. Per questo sotto accusa è finito in primo luogo il Gran Maestro, ovvero il canadese John Dunlap. Avrebbe dovuto già aver realizzato un monastero in grado di ospitare i Professi destinati poi ad essere consacrati Frà attraverso l’accettazione definitiva dei voti di povertà, castità e obbedienza. L’articolo 39 della Carta prevedeva «entro un anno» dalla sua entrata in vigore la realizzazione di un Convento per obbligare i Professi a fare vita in comune, come qualsiasi altro ordine religioso. L’edificio del Vicariato a San Martino ai Monti era stato individuato per questo.
Il contratto
C’era un contratto rent to buy, che però Dunlap non ha firmato. Per questo Leone XIV lo ha convocato nel Palazzo Apostolico per avere con lui un chiarimento definitivo dal quale potrebbero essere presi provvedimenti. Anche per altro. Come la scelta di chiudere l’ambulatorio ospitato nei locali di via Condotti. Perché costava troppo alle casse. Quell’ambulatorio dovrebbe essere affittato ai grandi gruppi del lusso. E in Vaticano non ne è per niente contento. I nunzi apostolici poi accusano la mancanza di coerenza verso i principi base della vita religiosa nelle ambasciate dei cavalieri. Nel 2017 Francesco fu costretto a commissariare l’Ordine, spazzare via i cavalieri tedeschi e, nel 2022, fu finalmente approvata la riforma costituzionale che (sulla carta) ha impostato per i membri povertà e vita comunitaria. Ora sarà Leone XIV ad applicarla.
