Le indagini colabrodo su Crans-Montana, la cauzione di Jessica Moretti è sparita. La rabbia degli avvocati: «Arrestateli prima che fuggano»

Emerge un nuovo elemento controverso nell’inchiesta sulla strage del Constellation di Crans-Montana. Come riporta Il Messaggero, la cauzione prevista per Jessica Morett, indagata insieme al marito Jacques per omicidio plurimo, lesioni e incendio colposi, non è mai stata versata, né il Tribunale di Sion si è più pronunciato sulla questione. Dei 400.000 franchi richiesti dalla procura per entrambi i coniugi proprietari del locale dove la notte di Capodanno sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite, ne sono stati pagati solo 200.000, quelli relativi alla scarcerazione di Jacques, versati da un anonimo amico tramite il legale della difesa Patrick Michoud. Della somma che Jessica avrebbe dovuto pagare si sono perse le tracce nelle migliaia di pagine depositate dalla procura.
La nota del Tribunale di Sion del 13 gennaio
Il 13 gennaio, quattro giorni dopo l’arresto di Jacques Moretti, il Tribunale cantonale delle misure coercitive del Vallese aveva comunicato di aver imposto a Jessica Moretti misure alternative alla custodia cautelare: divieto di lasciare la Svizzera, consegna di tutti i documenti d’identità, obbligo di presentarsi quotidianamente in una stazione di polizia e «obbligo di versare un deposito cauzionale adeguato». Quanto all’importo, il Tribunale precisava che «poiché la determinazione di tali depositi cauzionali richiede un’indagine accurata, l’importo sarà stabilito in un secondo momento». Un momento che, a quanto risulta, non è mai arrivato. Il Tribunale chiariva inoltre che la procura non aveva mai chiesto per la donna una misura di custodia cautelare vera e propria.
«I Moretti devono essere arrestati»
Quasi tutti i legali delle parti civili, inclusi quelli di due vittime italiane, Chiara Costanzo ed Emanuele Galeppini,l chiedono spiegazioni sulle verifiche svolte dal Tribunale e sollecitano un nuovo arresto di Moretti. I dubbi riguardano anche la provenienza dei 200.000 franchi versati per Jacques: il Tribunale «non ha comunicato neppure alla procura da dove provenissero i soldi», e sostiene di aver fatto «verifiche adeguate» senza specificare quali. Gli avvocati di parte civile ritengono inoltre che i coniugi Moretti possano aver mentito sulla propria situazione patrimoniale, dato che la cauzione viene calcolata anche in proporzione al reddito degli imputati.
Le misure cautelari scadono ad aprile
Il Tribunale ha difeso le proprie decisioni sottolineando che il calcolo della cauzione è stato proporzionale alla gravità dei reati. In Svizzera si parla di tre anni di condanna per reati colposi. Per il tribunale non ci sarebbe al momento rischio di fuga: «L’imputato non ha approfittato dei nove giorni successivi all’incendio per scappare. Sarebbe stato molto facile per lui lasciare la Svizzera con il padre e uno dei suoi cugini, venuti a trovarlo dopo il disastro. Tuttavia, non ha fatto nulla del genere». Un elemento che tuttavia non placa le polemiche sulle falle contestate dai legali delle parti civili, che avrebbero voluto l’arresto immediato di entrambi i coniugi. Le misure cautelari attualmente in vigore scadranno ad aprile se non saranno rinnovate.
