Il padre coach con le mani in faccia, lui lo guarda mortificato. Ilia Malinin e gli sfoghi spariti sui social: «Vorrei mi capitasse qualcosa di brutto»

Hanno fatto preoccupare i fan gli ultimi post pubblicati sui social da Ilia Malinin, il pattinatore noto come il «Dio dei quadrupli» che alle Olimpiadi di Milano-Cortina è caduto nella competizione più attesa ed è rimasto senza medaglie. Il 21enne americano In seguito, Malinin ha ripubblicato diversi video su TikTok, poi cancellati, tra cui uno con il messaggio: «A volte vorrei che mi accadesse qualcosa di brutto, così non dovrei farlo io stesso». In un altro, rivolto al padre-allenatore, si legge: «Niente fa più male che cercare di fare del tuo meglio e non essere comunque abbastanza». O ancora: «Quando torno a casa, entro nella mia stanza e i miei occhi iniziano a lacrimare perché nessuno sa quanto mi sto impegnando davvero».
Il rapporto con il padre-allenatore
Per Ilia Malinin, insomma, la gara sbagliata si è trasformata in una prova emotiva prima ancora che sportiva. I post condivisi e poi cancellati dall’atleta 21enne sui social hanno assunto un peso ancora maggiore dopo le immagini che lo ritraggono, immediatamente dopo l’ultima gara. Da una parte il padre, Roman Skorniakov, con le mani sul volto in segno di delusione. E accanto c’è proprio Ilia, in silenzio, mentre cerca lo sguardo del padre. Entrambi i genitori del 21enne sono ex atleti: La madre è Tatiana Malinina, ex pattinatrice uzbeka che ha dato il cognome al figlio temendo che negli Usa quello del padre fosse considerato troppo russo, il padre è anche lui ex pattinatore olimpico, anche se il miglior risultato ottenuto è un 19esimo posto.
L’onda di affetto dei tifosi
La reazione dei tifosi non si è fatta attendere. Su X e TikTok sono arrivati migliaia di messaggi di sostegno: parole di affetto, incoraggiamento, orgoglio, a prescindere dal risultato. «Ti amiamo Ilia, speriamo stia bene». Oppure: «Sei comunque un campione. Un risultato non definisce il tuo talento o la tua forza. Siamo orgogliosi di te, non importa quale posizione raggiungerai. Continua così: il tuo momento di gloria è sempre davanti a te». Lo stesso Malinin, parlando con i giornalisti, ha ammesso di essersi sentito “soffocato” prima ancora di iniziare la gara: «Pensieri e ricordi mi hanno inondato. È la pressione di essere un campione olimpico. È qualcosa di diverso, che non tutti riescono a capire».
