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Piantedosi: «Le sentenze sui migranti? In Italia c’è un’ideologia che favorisce l’irregolarità»

16 Febbraio 2026 - 06:56 Alba Romano
pacchetto sicurezza governo meloni anticipazioni
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Il ministro: i sabotaggi ai treni? Sono terrorismo

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dice che i sabotaggi ai treni sono terrorismo. «E pensare che qualcuno aveva espresso dei dubbi quando ho segnalato, anche in Parlamento, un vero e proprio salto di qualità nelle azioni di anarchici e antagonisti», sostiene oggi in un’intervista a Il Giornale. Sulle sentenze favorevoli agli immigrati, secondo Piantedosi «c’è in Italia una ideologia immigrazionista che si spinge fino a favorire la condizione di irregolarità ed impedire persino i rimpatri di soggetti con gravi precedenti penali. Si tratta di un movimento “di nicchia”, minoritario, ma che, ahimè, diventa grave quando tocca anche chi svolge funzioni pubbliche di grande responsabilità. Diventa ancora più grave se l’obiettivo è anche quello di contrastare le politiche di rigore del nostro governo, perché in tal modo si viene meno ai propri doveri e si antepone un malinteso senso della battaglia politica agli interessi concreti del Paese».

Il ministro e i giudici

E ancora: «Chi ha favorito la liberazione di un irregolare considerato pericoloso porta su di sé una corresponsabilità etica dei reati che poi dovessero essere commessi dal soggetto in questione. A Milano un criminale è stato liberato da un centro per i rimpatri grazie a un certificato che attestava un problema urologico: una “indisposizione” che, una volta a piede libero, non gli ha impedito di stuprare e uccidere una povera ragazza». Poi parla dei suoi meriti: «Abbiamo raddoppiato i rimpatri rispetto a chi ci ha preceduto e stiamo riducendo progressivamente gli sbarchi e gli ingressi irregolari. Gli elettori ci hanno scelto per fronteggiare l’immigrazione illegale e lo stiamo facendo nonostante gli ostacoli. L’Unione europea ha sposato la nostra linea della fermezza sul fronte del contrasto agli irregolari. Ci sono i presupposti per fare di più. La strada da percorrere è ancora lunga ma vediamo i risultati del nostro lavoro e siamo determinati ad andare avanti».

Gli anarchici

Piantedosi dice anche che la tesi secondo cui la polizia non interviene sugli anarchici violenti per poi calare provvedimenti sull’ordine pubblico «è una illazione che si commenta da sé. Se rappresentata con convinzione, è la riprova della pochezza di chi la sostiene e non merita particolari risposte. Più in generale, è un’offesa all’onestà intellettuale non del ministro o del governo di turno, ma della professionalità e dell’impegno di migliaia di appartenenti alle forze dell’ordine che dedicano il loro lavoro a combattere comportamenti violenti e rischiosi per la cittadinanza. Credo che sia uno dei tanti escamotage per assolvere i delinquenti da parte di chi ha difficoltà a prenderne le distanze».

L’Italia più sicura

Infine, il ministro dell’Interno dice che oggi l’Italia è più sicura: «Meno reati, meno sbarchi, meno omicidi e femminicidi. Un maggior numero di assunzioni tra le forze di polizia e di operazioni anticrimine. Abbiamo fatto migliaia di arresti tra le file della criminalità, alcuni di grande importanza. Abbiamo aumentato la presenza di divise sul territorio. Le statistiche testimonierebbero che l’Italia è uno dei Paesi più sicuri al mondo, anche tra i Paesi occidentali. Ovviamente abbiamo ancora molto da lavorare ma di certo non accettiamo lezioni da chi in passato ha fatto molto peggio di noi o da chi propone ricette completamente sbagliate: dall’immigrazione irregolare all’indulgenza nei confronti dei violenti di piazza, dalla liberalizzazione della droga al sostegno morale alle occupazioni abusive. Per non parlare dell’insanabile, sostanziale pregiudizio nei confronti delle forze dell’ordine. Con alcuni altri al governo andrebbe tutto molto peggio».

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