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Stroppa indagato per omicidio stradale, parla un testimone: «Il ragazzo correva sulle strisce col rosso. Andrea ha frenato. È stata una fatalità»

16 Febbraio 2026 - 16:49 Cecilia Dardana
Andrea Stroppa con Elon Musk
Andrea Stroppa con Elon Musk
Secondo Manuel Bocci, manager di 31 anni che ha assistito all'incidente, Garofano era praticamente impossibile da evitare. E su Stroppa: «Penso davvero che sia stato sottoposto alla gogna mediatica solo perché è il braccio destro di Musk in Italia»

«Ho visto quel ragazzo che correva sulle strisce con il semaforo pedonale rosso». Comincia da qui il racconto di Manuel Bocci a la Repubblica, testimone oculare dell’incidente mortale del 31 gennaio in via dei Fiorentini, a Roma est, per cui è indagato il referente italiano di Elon Musk, Andrea Stroppa, ritenuto responsabile di aver investito e ucciso Mirco Garofano. Bocci, 31 anni, restaurant manager, era alla guida della sua Kia Rio bianca e si trovava sulla corsia centrale in direzione di via Tiburtina quando ha notato il giovane attraversare. Secondo la sua versione, il semaforo per le auto era verde, mentre per i pedoni era rosso. «Si è fermato, ha fatto due passi indietro e poi è ripartito», racconta. Lui è riuscito a frenare in tempo: «Io sono riuscito a frenare, lui mi è passato davanti di corsa». Subito dietro, sulla corsia di sinistra, procedeva la Smart guidata da Andrea Stroppa, oggi indagato per omicidio stradale. «La Smart, che procedeva sulla corsia di sinistra, l’ha preso. Ma era buio, è sbucato all’improvviso: era quasi impossibile evitarlo». È in quel momento che avviene l’impatto che costa la vita a Mirco Garofano, studente di 18 anni originario di Artena.

«Se Stroppa correva? Di certo come un missile»

Bocci precisa che l’auto di Stroppa «era dietro di me, sulla corsia di sinistra». E aggiunge un dettaglio sulla velocità: «Sicuramente la Smart andava qualcosa più veloce dei 50 all’ora, ma anche il ragazzo stava correndo ed era difficile evitarlo». Secondo il testimone, il conducente ha tentato di evitare l’impatto: «Ha inchiodato, ma era buio, c’era poca visibilità e l’ha preso. Poi è sceso subito, ha chiamato lui i soccorsi». Il padre del ragazzo ha sostenuto che l’auto «correva come un pazzo», ma Bocci offre una versione diversa: «Forse avrà superato leggermente i 50 chilometri orari, ma non correva di certo come un missile. Io ho visto l’impatto».

Garofano seguiva il navigatore di Google Maps

Dopo lo scontro, anche il testimone si è fermato. «Ho accostato. Ho raccolto da terra il cellulare del ragazzo e ho visto che stava seguendo il navigatore di Google maps: era ancora aperto. Ovviamente il telefono l’ho subito consegnato ai vigili». Sull’onda delle polemiche e dell’attenzione mediatica, Bocci difende Stroppa: «Non era drogato, non era ubriaco, non correva. Penso davvero che sia stato sottoposto alla gogna mediatica solo perché è il braccio destro di Musk in Italia». Le responsabilità saranno accertate dall’indagine. «È una doppia tragedia, che coinvolge sia i famigliari del ragazzo, sia Stroppa, che per tutta la vita si porterà dietro questo trauma», conclude il testimone. E ribadisce la sua convinzione: «Per quello che ho visto io sulla strada, si è trattato di una tragica fatalità».

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