«Uomini armati» all’ospedale Nasser: cosa dice davvero Medici Senza Frontiere (e quando Hamas viene citata)

«Per la prima volta, Medici Senza Frontiere ammette che all’interno dell’ospedale Nasser operano terroristi di Hamas». A scriverlo sui social è l’organizzazione Setteottobre, sostenendo che «per mesi chi denunciava la presenza di terroristi armati negli ospedali veniva liquidato come propagandista». A supporto della tesi viene condiviso lo screenshot di una dichiarazione ufficiale di MSF dell’11 febbraio. Leggendo il testo originale, il nome di Hamas non compare mai in quel singolo contesto. Cosa ha scritto davvero l’ONG? Ecco l’analisi dei fatti.

La sospensione e le motivazioni
MSF ha annunciato la sospensione di tutte le operazioni mediche non critiche al Nasser hospital a partire dal 20 gennaio 2026, riportando problemi di gestione della struttura, rischi per la neutralità e violazioni della sicurezza. L’ONG riferisce che pazienti e personale hanno visto «uomini armati, alcuni mascherati» («armed men, some masked») in diverse aree del complesso ospedaliero. Inoltre, vengono citati episodi di intimidazione, arresti arbitrari di pazienti e un recente sospetto movimento di armi (“suspicion of movement of weapons”).

Quella di MSF non è affatto una denuncia da poco. Nel diritto umanitario, la neutralità ospedaliera è un principio fondamentale. Per questo motivo, nel testo, chiede non solo ai generici “gruppi armati”, ma anche le forze armate israeliane di rispettare le strutture mediche («all armed groups, as well as Israeli forces, to respect medical facilities and ensure the protection of staff and patients»).
Ospedale Nasser: Hamas non viene direttamente citata
Nel passaggio specifico sull’ospedale Nasser non compare mai il nome Hamas. Non viene scritto che l’ospedale sia utilizzato dal gruppo come base militare, né che le armi siano riconducibili a un’organizzazione specifica.
Consapevoli del fatto che MSF non identifichi i “gruppi armati” presenti, la scelta lessicale è precisa e riporta ciò che gli operatori del team vedono (uomini armati) senza formulare un’identificazione immediata. Risulta altrettanto evidente che il testo non escluda la presenza degli uomini di Hamas.
La condanna esplicita del 7 ottobre
Non si può dire che MSF non prenda posizione contro il gruppo terroristico. La dichiarazione ripresa da Setteottobre fa parte di una serie di domande e risposte (FAQ) sul lavoro dell’ONG a Gaza, dove si riscontrano condanne chiare e dirette.

Alla domanda «Perché MSF condanna Israele ma non Hamas?», l’ONG si dichiara «inorridita per l’uccisione di 1.200 persone in Israele da parte di Hamas e condanna senza equivoci quegli attacchi» (“We were horrified by the mass killing of 1,200 people in Israel by Hamas, and we unequivocally condemn those attacks”).
Conclusioni
Di fatto, il gruppo viene esplicitamente condannato da Medici Senza Frontiere per i fatti del 7 ottobre. Per quanto riguarda il caso dell’ospedale Nasser, la mancata citazione riguarda quel passaggio specifico, non l’intero documento. Bisogna ricordare, infine, che nella Striscia operano diversi gruppi armati, anche se il controllo del territorio risulta esercitato in larga parte dal gruppo responsabile della strage del 2023.
