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Licenziato dallo store di Cortina dopo il diverbio coi tifosi israeliani: «Dire “Palestina libera” è un problema?» – Il video

18 Febbraio 2026 - 23:29 Ugo Milano
L'avvocato del 26enne Ali Mohammed Hassan: «Licenziamento illegittimo e discriminatorio, ha solo manifestato il suo pensiero»

«Se ho sbagliato chiedo scusa ma non penso di aver offeso nessuno. Dire “Palestina libera” è un problema?». Risponde così Ali Mohammed Hassan, l’ex commesso dello store olimpico di Cortina allontanato dopo un diverbio con un gruppo di tifosi israeliani. In un’intervista a Repubblica, il 26enne di origine egiziana offre qualche dettaglio in più su quanto accaduto la scorsa settimana. «Erano in cinque, uno di loro aveva una bandiera sulle spalle. Mi hanno subito lanciato degli sguardi e mi hanno fatto dei, commenti, come muslim e arab», racconta il giovane.

Il licenziamento

Hassan replica ai commenti dei tifosi dicendo «Palestina libera». A quel punto, continua il suo racconto, una di loro comincia a riprenderlo con il cellulare e lui ripete quello slogan altre tre volte. Il 26enne aveva iniziato a lavorare nello store olimpico da appena quattro giorni e sarebbe dovuto restare lì fino al 22 febbraio. Un’esperienza che, proprio per via di quell’episodio, si è conclusa prima del previsto: «Terminata la discussione, mi si è avvicinata la manager e mi ha detto: “Per il tuo bene e quello dei Giochi devi andartene“».

Il ricorso a un legale e il sostegno dei sindacati di base

Il giovane si è anche affidato a un legale, l’avvocato Jacopo Saccomani, che dice: «Tecnicamente il ragazzo è stato licenziato e quello che è successo è illegittimo e discriminatorio: Hassan ha manifestato solamente il suo pensiero. Ho inviato l’impugnazione della vicenda ma stiamo valutando anche un’azione penale per il comportamento dei supporter israeliani: Hassan dice di essere stato provocato». Immediato il sostegno del sindacato Usb Lombardia, che ha lanciato un appello in suo sostegno e si è messo a disposizione per offrire «tutto il supporto necessario, con gli studi legali e l’ufficio vertenze».

La nota della Fondazione Milano-Cortina

Diversa la lettura della Fondazione Milano-Cortina, che in una nota afferma: «Siamo a conoscenza di quanto avvenuto al Cortina Sliding Centre tra un dipendente di una società esterna e un visitatore. Non è appropriato che il personale dei Giochi o quello delle società con cui collaboriamo esprima opinioni politiche personali mentre svolgono le loro mansioni o rivolga tali osservazioni ai visitatori. La questione è stata affrontata immediatamente in venue, le persone coinvolte sono state rassicurate e il lavoratore è stato sostituito e sensibilizzato a mantenere un comportamento pienamente in linea con i valori e lo spirito dei Giochi. Milano Cortina 2026 rimane impegnata a garantire un ambiente neutrale, rispettoso e accogliente per tutti».

Foto copertina: EPA/Neil Hall | Lo store delle Olimpiadi in piazza Duomo, a Milano

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