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Il piano di Trump per l’attacco all’Iran: «Ma il presidente non ha ancora deciso»

19 Febbraio 2026 - 06:20 Alessandro D’Amato
DONALD TRUMP ATTACCO IRAN
DONALD TRUMP ATTACCO IRAN
Le forze Usa schierate in Medio Oriente sono già abbastanza numerose. Tra le opzioni militari quella di «uccidere diversi leader politici e militari iraniani per rovesciare il governo»

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump può dare l’ordine di attaccare l’Iran anche questa settimana. Perché le forze Usa in Medio Oriente sono abbastanza numerose. Ma l’ultima decisione sulla diplomazia o la guerra spetta alla Casa Bianca. Lo affermano funzionari dell’amministrazione e del Pentagono secondo il New York Times, che conferma le anticipazioni di CNN e CBS News. Anche il Nyt riporta che Trump non ha dato alcuna indicazione di aver preso una decisione su come procedere. Intanto, fa sapere l’agenzia di stampa France Presse, Washington ha avvertito Teheran. Sarebbe «ben consigliato» raggiungere un accordo. Visto che ci sono «molte ragioni» per un attacco.

L’avvertimento

La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha rilasciato il nuovo avvertimento nei confronti degli ayatollah. Parlando comunque di un quadro negoziale ancora aperto. Trump ha chiesto però a Londra di non cedere una base militare nell’Oceano Indiano. Affermando che sarebbe vitale in caso di attacco contro l’Iran, qualora Teheran «decida di non raggiungere un accordo». I due avversari hanno concluso un secondo round di colloqui indiretti martedì vicino a Ginevra, mediati dall’Oman, nel contesto di un intensificato dispiegamento militare statunitense nel Golfo. Dopo l’incontro Teheran e Washington hanno indicato che avrebbero continuato le discussioni, congelate a giugno dalla guerra dei 12 giorni innescata da un attacco israeliano all’Iran. Ma hanno sottolineato di essere ben lungi dall’aver colmato il divario tra le loro posizioni.

Le ragioni dell’attacco

«Ci sono molte ragioni e argomenti a favore di un attacco contro l’Iran», ha affermato il 18 febbraio Leavitt. Aggiungendo che «l’Iran farebbe bene a raggiungere un accordo con il presidente». Gli Stati Uniti impediranno all’Iran di acquisire armi nucleari «in un modo o nell’altro», aveva avvertito in precedenza il Segretario all’Energia statunitense Chris Wright. Intanto Washington ha schierato due portaerei nel Golfo e ha anche decine di migliaia di soldati in basi in tutta la regione, alcune potenzialmente vulnerabili in caso di un contrattacco iraniano. Cnn e Cbs hanno riferito che l’esercito statunitense era pronto a lanciare attacchi contro l’Iran già questo fine settimana. Anche se Trump non ha ancora preso una decisione definitiva. Secondo il Wall Street Journal, che cita funzionari statunitensi anonimi, il presidente è stato informato sulle opzioni militari. Tra cui «uccidere diversi leader politici e militari iraniani per rovesciare il governo».

Il programma nucleare iraniano

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che il suo paese stava lavorando allo «sviluppo di un quadro preliminare» per ulteriori colloqui durante una chiamata con il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) Rafael Grossi. Grossi ha sottolineato che l’AIEA, incaricata di verificare la natura pacifica del programma nucleare iraniano, «era pronta a fornire supporto» a tale riguardo. Anche l’ambasciatore iraniano presso le organizzazioni internazionali a Vienna Reza Najafi ha parlato mercoledì con Grossi, così come con gli ambasciatori di Cina e Russia, in vista della prossima riunione del Consiglio dei Governatori dell’AIEA.

La cooperazione tra Teheran e l’Aiea

L’Iran aveva sospeso la sua cooperazione con l’agenzia e limitato l’accesso dei suoi ispettori alle strutture interessate dopo la guerra di 12 giorni, durante la quale gli Stati Uniti hanno bombardato i siti nucleari iraniani. Dopo i colloqui di martedì, il vicepresidente statunitense J.D. Vance ha dichiarato che «da un lato, è andato tutto bene» poiché si prevede che il dialogo proseguirà. Ma «d’altra parte, era molto chiaro che il presidente avesse stabilito alcune linee rosse che gli iraniani non sono ancora pronti a riconoscere». L’Iran, che nega di voler acquisire armi nucleari, come accusato dai paesi occidentali e da Israele, vuole limitare i colloqui al suo programma nucleare civile. E chiede, come precondizione per qualsiasi accordo, la revoca delle sanzioni che stanno paralizzando la sua economia.

L’accordo

Per Washington un accordo deve includere anche il suo programma di missili balistici e lo stop al sostegno ai gruppi armati nella regione ostili a Israele. Trump ha ripetutamente minacciato un intervento militare contro l’Iran, inizialmente in risposta alla sanguinosa repressione di un’ondata di proteste all’inizio di gennaio, e successivamente per imporre un accordo, menzionando persino la possibilità di rovesciare il governo in caso di fallimento dei negoziati. «Non vogliamo la guerra», ha dichiarato il presidente iraniano Massoud Pezeshkian. L’Iran ha anche intensificato le sue minacce di ritorsione in caso di attacco, inclusa la chiusura dello Stretto di Hormuz, una via d’acqua strategica per il commercio mondiale di petrolio. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, l’esercito ideologico della Repubblica Islamica, sta conducendo esercitazioni militari.

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