Vigilante morto durante un turno al gelo nei cantieri delle Olimpiadi a Cortina: si indaga per omicidio colposo

La procura di Belluno ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo sulla morte di Pietro Zantonini, il vigilante morto lo scorso 8 gennaio mentre lavorava nel cantiere davanti allo stadio Olimpico di Cortina. Gli inquirenti, scrive il Corriere del Veneto, stanno valutando anche la possibile aggravante legata alle condizioni ambientali e di sicurezza in cui l’uomo operava. Un’accusa ancora tutta da dimostrare, ma che rappresenta una svolta sulla vicenda.
L’infarto durante il turno di lavoro
Zantonini, 55 anni e originario di Brindisi, aveva iniziato il turno alle 19 e avrebbe dovuto vigilare fino al mattino il cantiere antistante allo stadio Olimpico di Cortina. L’uomo alloggiava in un piccolo gabbiotto riscaldato solo da una stufetta, non del tutto sufficiente per combattere il freddo. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, poco prima delle due, Zantonin accusò un malore e telefonò a un collega, lamentando difficoltà respiratorie. Da lì partì la richiesta di soccorso, ma quando l’ambulanza arrivò sul posto l’uomo aveva già smesso di respirare.
L’autopsia
L’autopsia condotta nelle scorse settimane ha stabilito che Zantonini è morto per un «evento cardiaco acuto difficilmente riconducibile» all’ipotermia dovuta alle bassissime temperature dove lavorava. Saranno necessari però altri accertamenti per escludere del tutto la correlazione tra il freddo e la morte del 55enne. Zantonini, secondo quanto riferito dai familiari, aveva più volte manifestato preoccupazione per le condizioni di lavoro, per la lunghezza dei turni notturni e per quella che riteneva una carenza di tutele adeguate.
