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Il bambino dal cuore bruciato è morto. La madre: «Una fondazione in sua memoria»

21 Febbraio 2026 - 09:33 Alessandro D’Amato
Cuore bruciato, il piccolo Tommaso con la madre
Cuore bruciato, il piccolo Tommaso con la madre
Il piccolo è deceduto alle 9.20. Somministrata l'estrema unzione. Patrizia Mercolino: «Se n'è andato, è finito»

Domenico, il bambino di due anni e due mesi a cui è stato trapiantato un cuore danneggiato, è morto. Ne dà notizia TgCom: il bambino è deceduto alle ore 9.20. L’agenzia di stampa Ansa scrive che le sue condizioni erano sempre più gravi e che il cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, era in ospedale in preghiera al fianco della madre e ha somministrato al piccolo Domenico l’estrema unzione. A rendere noto il decesso l’avvocato della famiglia Francesco Petruzzi. «Se n’è andato, è finito», ha detto tra le lacrime la mamma del piccolo Domenico uscendo poco fa dall’ospedale Monaldi. Patrizia Mercolino ha annunciato di voler creare una fondazione in memoria del figlio.

La madre

«Insieme al mio avvocato, a breve daremo notizie su una fondazione che voglio creare in nome di Domenico per non dimenticare», ha detto la donna. «Voglio lasciare il segno per mio figlio e questa fondazione lo farà. Lotterò per tenere sempre vivo il ricordo di Domenico». La signora Mercolino ha rinnovato l’invito a diffidare di chi dovesse chiedere denaro o offerte per conto della famiglia: «Sono truffe, non ascoltate quello che sta uscendo».

L’esperto

All’agenzia di stampa Agi il professore Igor Vendramin, direttore della SOC Cardiochirurgia di Udine, parla di una vicenda frutto di errori inconcepibili. «Basta però con questo clamore mediatico che crea solo confusione», aggiunge. «Ci vuole rispetto per tutti i soggetti coinvolti, compresi i genitori del bimbo donatore, il cui sacrificio e’ stato vanificato da questi incredibili errori». Vendramin sottolinea anzitutto che l’esito drammatico di questa vicenda non è un caso unico: «Un trapianto cardiaco, tanto più in condizioni critiche, può avere una mortalità del 7-10%. E un organo impiantato può non ripartire, non funzionare. Succede». E un altro punto critico, ossia la decisione dell’équipe del Monaldi di eseguire la cardiectomia senza prima essersi assicurati della funzionalita’ del nuovo organo, non è così dirimente: «Succede anche questo, non è assurdo procedere con l’espianto appena arriva il cuore. Lo si fa per accelerare i tempi, è cruciale il tempo di ischemia dell’organo. Forse e’ stato imprudente, ma non sappiamo se c’era davvero un problema di urgenza. E non sappiamo nemmeno se il cuore del bimbo era al limite, e lasciarlo avrebbe comunque portato al precipitare della situazione».

Da quello che si sa, insomma, «i medici hanno fatto tutto il possibile, seguendo procedure standard». L’errore «clamoroso, inconcepibile è aver conservato il cuore nuovo con il ghiaccio secco. È inimmaginabile, in tanti anni di trapianti non lo avevo mai sentito prima. Teniamo conto poi che il ghiaccio secco non c’è in sala operatoria, dove lo hanno preso?». Attorno a questo primo, incredibile errore, ruota tutta la storia: a quel punto, secondo Vendramin, «il chirurgo del Monaldi che ormai aveva espiantato il cuore si è trovato davanti un organo congelato, e ha provato a scongelarlo e reimpiantarlo. Non ci sono precedenti, è possibile che a quel punto non avesse molta scelta». Ora però, avverte l’esperto, «bisogna abbassare i toni. Soprattutto pensando all’atto della donazione, che nel nostro mondo è sacro. Ci vuole massimo rispetto per le sensibilità di tutti i soggetti coinvolti, a partire dalla famiglia del bimbo ricevente ma anche, come detto, del bimbo donatore».

La nota

«Con profondo dolore l’Azienda Ospedaliera dei Colli comunica che questa mattina, sabato 21 febbraio 2026, il piccolo paziente sottoposto a trapianto in data 23 dicembre 2025 è deceduto a seguito di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche. La Direzione Strategica, insieme a tutti i professionisti sanitari e non, esprime il più sentito cordoglio e si stringe con rispetto e commossa partecipazione alla famiglia in questo momento di immenso dolore», fa sapere l’ospedale Monaldi. Il cuore difettoso è stato trapiantato al bambino non per errore, come si era saputo in un primo momento, ma perché dopo la rimozione dell’organo era impossibile tornare indietro. Successivamente, in un consulto i medici del Bambino Gesù di Roma avevano detto che il bambino non era più trapiantabile.

Le ultime ore di vita

La morte del piccolo Domenico, spiega l’Asl, è stata accelerata da un «improvviso peggioramento» delle sue condizioni di salute. Ma già da ieri era chiaro che la situazione fosse ormai senza speranze. In una nota, l’ospedale napoletano aveva spiegato che «in accordo con la famiglia e con il medico legale da essa nominato» al piccolo paziente sarebbero state «somministrate esclusivamente terapie strettamente salvavita, nell’ambito di un percorso orientato a una progressiva de-escalation degli altri interventi terapeutici». Antonio Corcione, direttore dipartimento Area critica del Monaldi, aveva aggiunto: «Il bambino non soffre. È sedato, collegato a un apparecchio e ha una grande insufficienza multiorgano, ma non sente dolore. Con la famiglia abbiamo concordato di non accanirci con le terapie e di tutelare il paziente, che è in gravissime condizioni».

L’inchiesta

L’inchiesta ha finora accertato che il cuore si era danneggiato durante il trasporto. Il cardiologo responsabile del trapianto si è dimesso dopo l’operazione. Il cuore danneggiato sarebbe stato trasportato con un normale frigo bar. Successivamente, quando è emerso un nuovo cuore, il team di cardiologi ha decretato che un nuovo trapianto sarebbe stato impossibile. Il 19 febbraio si è deciso per l’interruzione delle terapie. Il Monaldi aveva annunciato che non ci sarebbe stato accanimento terapeutico.

Il cordoglio della politica

La prima reazione dal mondo politico alla notizia arriva da Matteo Salvini. «Un abbraccio fortissimo da tutti i papà e da tutte le mamme d’Italia, piccolo Domenico», scrive il leader della Lega sui social. «Una preghiera per il piccolo Domenico. Che Dio possa accoglierlo tra le sue braccia. Il coraggio della sua mamma, Patrizia, sia d’esempio a tutti noi. Oggi ci stringiamo al suo dolore. Un dolore che sento mio dal profondo del cuore. Riposa in pace, piccolo angelo», aggiunge l’altro vicepremier, Antonio Tajani. Ai messaggi di cordoglio si aggiunge anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci: «La morte del piccolo Domenico mi addolora profondamente. Non ci sono parole che possano consolare di fronte a una così grave perdita, resta il sentimento di vicinanza umana e istituzionale verso una famiglia duramente colpita e il rispetto per il ricordo di un bambino che ha commosso l’Italia intera».

L’Ordine dei medici: «Ferita profonda»

L’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Napoli e provincia esprime «il più profondo cordoglio» per la scomparsa del piccolo Domenico e «si stringe con sincera partecipazione attorno alla famiglia, alla quale rivolge un pensiero di vicinanza e rispetto per la sofferenza che sta attraversando. Un sentimento di solidale prossimità è rivolto anche alla comunità dei medici, infermieri e di tutti i professionisti sanitari dell’Azienda Ospedaliera dei Colli». Secondo i medici dell’Ordine, «la perdita di una giovane vita rappresenta una ferita profonda per l’intera comunità sanitaria e civile. L’Ordine rinnova il proprio sostegno ai tanti colleghi che continuano ogni giorno a operare al servizio dei pazienti e delle loro famiglie».

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