Ultime notizie Carmelo CinturrinoFestival di SanremoJeffrey EpsteinTrapianti
ECONOMIA & LAVOROAmazonInchiesteItaliaLavoro e impresaPrivacy

Amazon in Italia conosceva malattie, vita privata e attività politica dei dipendenti. Stop dal Garante della privacy: «Basta dossieraggio»

24 Febbraio 2026 - 20:26 Alba Romano
amazon profilazione
amazon profilazione
Blocco immediato per il trattamento dei dati di 1.800 lavoratori a Passo Corese. Il Garante: «Violata la dignità dei lavoratori». Spente anche le telecamere vicino ai bagni

Un dossieraggio sistematico sulla vita privata dei dipendenti, dalle diagnosi mediche più delicate alla partecipazione agli scioperi. Il Garante per la protezione dei dati personali ha firmato un provvedimento d’urgenza contro Amazon Italia Logistica srl, vietando con effetto immediato il trattamento dei dati personali di oltre 1.800 lavoratori dello stabilimento di Passo Corese, in provincia di Rieti. L’inchiesta, nata da ispezioni condotte a metà febbraio in collaborazione con la Guardia di Finanza e l’Ispettorato del Lavoro, ha portato alla luce un database accessibile a numerosi manager dove venivano annotate informazioni sensibili raccolte durante i colloqui al rientro dalle assenze.

Informazioni su patologie, vita privata e attività politica

Le informazioni, conservate fino a dieci anni dopo la fine del rapporto di lavoro, entravano nel dettaglio di patologie specifiche come la sindrome di Crohn o la presenza di pacemaker. Ma il controllo di Amazon non si fermava alle cartelle cliniche: nella piattaforma finivano note su separazioni coniugali e drammi familiari, come casi di parenti con tumori cerebrali o malattie terminali. Secondo l’Autorità, questa profilazione viola apertamente le norme che impediscono al datore di lavoro di indagare su fatti non rilevanti per l’attitudine professionale. Non solo salute e famiglia: il sistema tracciava minuziosamente anche l’attività politica e sindacale, registrando l’adesione agli scioperi e segnalando presunti utilizzi impropri dei permessi per scopi sindacali.

Telecamere e controlli a tappeto

Il provvedimento del Garante non riguarda solo il software di archiviazione. Amazon dovrà spegnere immediatamente quattro telecamere posizionate in aree critiche per la privacy dei dipendenti, come quelle poste in prossimità dei bagni e delle zone ristoro. Il divieto ha un raggio d’azione potenzialmente nazionale: se la stessa piattaforma viene utilizzata con le medesime modalità illecite anche negli altri centri logistici sparsi per l’Italia, il blocco scatterà automaticamente per l’intera rete della società. Mentre l’istruttoria prosegue per accertare ulteriori profili di responsabilità, il Garante ha chiarito che il trattamento di questi dati, così come strutturato, è incompatibile con il rispetto della dignità del lavoratore.

La riposta di Amazon

«Stiamo esaminando con la massima attenzione il provvedimento dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Confermiamo piena collaborazione e trasparenza nei confronti dell’Autorità. La tutela dei dati personali rappresenta per noi una priorità assoluta: adottiamo policy interne dedicate, programmi di formazione periodica e regole operative stringenti volte a garantire il rispetto della normativa vigente».

È quanto riferisce Amazon in una nota in merito alla decisione del Garante per la protezione dei dati personali di vietare il trattamento di dati personali dei lavoratori impiegati presso lo stabilimento di Passo Corese (RI). «Qualora dall’analisi emergessero profili di non conformità – prosegue Amazon – provvederemo a rivedere tempestivamente i nostri processi e le nostre procedure, recependo puntualmente le indicazioni dell’Autorità, al fine di assicurare la piena compliance e il continuo rafforzamento dei nostri standard di protezione dei dati».

leggi anche