Perché non è mai una buona idea ipotizzare una sostituzione di persona senza tener conto dei fattori confondenti che alterano i volti
Diverse condivisioni Facebook nostrane stanno cominciando a importare dalle pagine americane una nuova teoria del complotto emersa a margine degli Epstein files, come le narrazioni su Jeffrey Epstein redivivo. Stavolta parliamo della compagna e complice Ghislaine Maxwell, la quale sarebbe stata sostituita da un clone o sosia. O forse lei stessa si sarebbe fatta “rimpiazzare” fuggendo segretamente alla giustizia.
Per chi ha fretta:
Alla base della narrazione vi è un confronto fotografico dilettantesco.
Attraverso un’analisi fotografica da parte di esperti, la teoria risulta priva di fondamento.
Analisi
Le condivisioni in oggetto possono presentare didascalie come la seguente:
I media non vi stanno dicendo che lei è già fuori ed è stata sostituita da una sosia/clone, per tenerci nel Truman Show.
In prigione, le persone non cambiano naso, attaccatura delle labbra, orecchie e occhi invecchiando in così poco tempo
E se Trump volesse veramente la verità sui files, darebbe l’immunità alla vera Ghislaine Maxwell, visto che lei sa tutto.
Diversi utenti hanno improvvisato delle analisi fotografiche dove si rafforzano le suggestioni cospirazioniste:
Gli elementi che smentiscono il confronto amatoriale
L’immagine a bassa risoluzione è stata probabilmente rielaborata con l’Intelligenza artificiale o mediante programmi di fotoritocco, nel tentativo di “migliorarne” la risoluzione. La fonte è il filmato di un interrogatorio a Maxwell, che troviamo condiviso online anche dalla pagina Facebook del TG3. Abbiamo così la possibilità di vedere la donna da diverse pose:
Diversi esperti si sono espressi dimostrando che le analisi dei complottisti omettevano diversi fattori confondenti. Prendiamo per esempio un post del fotografo professionista Kevin Patrick Robbins, il quale spiega su Threads che si fanno confronti con una immagine datata di Maxwell, ma anche «le donne invecchiano».
Inoltre, continua Robbins, «gli angoli della macchina fotografica sono diversi», così come « il trucco, per contornare l’aspetto dei tratti del viso». Si aggiunge a tutto questo anche un «aumento di peso». Inoltre bisogna tener conto del gioco di luci e ombre. «Io posso usare le luci per farmi sembrare più giovane o più vecchio – continua il Fotografo, che conclude ricordando come la prima foto potrebbe essere stata lavorata per aumentarne la risoluzione mediante IA -. Non c’è nessun “sostituzione”».
Le conclusioni di Robbins si corroborano con quelle del dottor Geoff Skinner, dentista specializzato in odontoiatria estetica e ricostruttiva presso lo Hillsboro Dental Excellence. L’esperto elenca i tre principali errori nell’interpretazione dei complottisti:
1) Un flash frontale utilizzato nelle immagini iniziali rispetto all’illuminazione fluorescente in testa fa sì che l’anatomia del naso si modifichi e non sia così appuntita come le immagini più vecchie perché il flash gemello che è stato utilizzato invia luce dal lato e consente all’anatomia nasale di apparire meglio.
2) La sua testa è inclinata verso il basso nelle altre immagini, in modo che le farebbero apparire le orecchie più in alto dei suoi occhi nelle foto più datate che le persone stanno guardando. Le orecchie sono più vicine al punto centrale del collo, quindi il suo viso si allontana maggiormente quando è inclinato rispetto alle orecchie
3) La bassa risoluzione dell’immagine di deposizione rende difficile discriminare l’aspetto del mento nell’immagine ch’è stata diffusa, facendo apparire il mento più ampio e voluminoso rispetto al mento appuntito nelle sue immagini precedenti.
Abbiamo analizzato gli occhi, sovrapponendo quelli della foto recente con quella più datata di Maxwell. Tenendo conto di tutti i fattori confondenti già elencati, il confronto ci porta ugualmente a considerare che si tratta della stessa persona.
Conclusioni
La narrazione secondo cui un confronto fotografico svelerebbe la sostituzione di Maxwell mediante un sosia o clone è totalmente priva di fondamento.
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