Guerra in Iran, Tajani: «Gli studenti italiani domani in Italia», Crosetto: «Benzina rischia aumenti del 40%»

Era particolarmente attesa l’audizione di oggi, 2 marzo, dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto sulla guerra in Iran iniziata lo scorso 28 febbraio con l’uccisione di Ali Khamenei. Le commissioni congiunte di Camera e Senato di Difesa ed Esteri sono a ranghi completi, nella sala Convegni del Senato. E il ministro degli Esteri parla prima di tutto della prima polemica che ha accompagnato, sul fronte italiano, l’inizio della guerra di Usa e Israele contro l’Iran.
Quella su quando l’Italia abbia saputo dell’attacco lanciato su Teheran che ha ucciso Khamenei e tutta la prima fila dei leader sciiti iraniani: «Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non avere ricevuto alcun avvertimento preventivo – ha detto – . Noi, come i tedeschi e i polacchi, siamo stati informati a operazioni iniziate. Io, come ho subito riferito al presidente del Consiglio, sono stato contattato dal ministro degli Esteri israeliano Sa’ar e informato di quanto stava accadendo». ha detto aggiungendo che i Pasdaran sono considerati una organizzazione terroristica e che ora l’Italia auspica «una transizione pacifica e rispettosa delle aspirazioni del popolo iraniano».
Gli Italiani nell’area sono 70mila
Nel complesso, gli italiani presenti nell’aerea sono 70mila, “è impossibile pensare che rientrino facilmente tutti insieme”, ha detto il ministro degli Esteri. In Israele, ha spiegato Tajani, vivono 20mila italiani, in Iran i connazionali sono invece molto meno, circa 500. «Non ci sono italiani coinvolti negli attacchi, ne civili ne militari», ha specificato, sottolineando poi che sono in corso le prime evacuazioni dall’area. In particolare i 200 studenti minorenni provenienti da Milano torneranno in Italia domani con un volo civile pagato dagli Emirati arabi.
Da Mascate, ha fatto sapere la Farnesina, un primo volo charter con 127 cittadini italiani bloccati in Oman oppure trasferiti da Dubai in Oman è in partenza nella giornata di oggi. La compagnia aerea Etihad sta organizzando brevi aperture anche dell’aeroporto di Abu Dhabi, altri spazi aerei si riapriranno nei prossimi giorni ha aggiunto Tajani spiegando che la Farnesina sta cercando di spostare in Oman, tutti gli italiani che vogliono rientrare.
Crosetto: «Rivedere le norme sul dispiegamento dei militari»
Il ministro della Difesa, Crosetto, reduce dalla parentesi a Doha dove era stato inizialmente bloccato, ha tenuto una relazione molto tecnica e generale sulla situazione nell’area. «E’ in corso una crisi ampia. Le azioni in corso sono state ideate per colpire i centri di comando e sistemi missilistici e droni. Le prime ondate di attacchi hanno colpito Teheran, a cominciare dal sud della città. Le autorità israeliane hanno presentato l’offensiva come una azione preventiva contro una minaccia esistenziale», ha spiegato. Teheran come reazione ha attaccato «Israele e tutti gli assetti statunitensi nella regione. Anche i paesi arabi che non avevano concesso l’uso delle basi sono stati oggetti dell’attacco».
Crosetto ha anche detto che, dopo quanto accaduto, sarebbe importante avviare una riflessione sulla necessità di cambiare le norme che consentono di modificare i dispositivi militari qualora ci siano emergenze. E in ogni caso la preoccupazione italiana riguarda anche i costi dell’energia: «Dallo stretto di Hormutz passa il 20% del petrolio mondiale pari a 17-20 milioni di barili al giorno e oltre il 30% del commercio globale del gnl. Già una riduzione parziale o un aumento percepito è sufficiente a creare un effetto immediato sui prezzi e una contrazione dei premi assicurativi e un aumento significativo sui costi dei trasporti fino al 30-40%».
La linea politica
Tajani è poi intervenuto spiegando che non è vero che il governo italiano non ha linea sull’argomento guerra: «La nostra linea è quella dell’Unione europea, siamo con l’Unione europea, abbiamo approvato un documento, anche con il G7 c’è un percorso e una valutazione, nessuno sa che cosa accadrà ma abbiamo una linea condivisa con il resto dell’Unione europea».
Crosetto invece è tornato sul tema del suo viaggio a Dubai, spiegando che l’attacco di Usa e Israele in Iran era inatteso e quindi impossibile da prevedere: «Lo dico qui perché me lo chiedete, non hanno avvertito nessuno perché solo in quel momento hanno visto la possibilità di uccidere Khamenei e hanno agito». Riguardo il suo rientro ha specificato di aver portato la famiglia a Muscat, in Oman, considerato luogo più sicuro, per poi rientrare in Italia da solo: «Nel corso della giornata ho cercato di rassicurare tutti gli italiani che ho visto».
Crosetto e l’attacco a Cipro
«L’attacco a Cipro non va sottovalutato», ha spigato il ministro della Difesa. Ora, dice, l’Europa «dovrà capire quanta massa di difesa possiamo mettere tutti insieme non solo sul fronte Est ma anche verso Sud”. «Dobbiamo valutare poi la richiesta di aiuto, con funzioni difensive, dei paesi arabi del golfo che si sentono attaccati», ha concluso.
