Iran, la scuola di Minab, la base militare dei Pasdaran e il missile iraniano: ecco cosa rivela l’analisi Osint

Il bombardamento della scuola femminile Shajareh Tayyebeh a Minab, in Iran, è diventato il centro di una violenta guerra di disinformazione tra algoritmi e propaganda. Dopo esserci occupati del falso fact-check di Grok, che scambiava la strage per un vecchio video di Kabul, e aver analizzato l’immagine dello zaino rosa creata dall’intelligenza artificiale diffusa dall’Ambasciata iraniana, c’è bisogno di una terza e cruciale verifica. Infatti, il dibattito si sposta ora sulla natura dell’edificio colpito e sull’origine del colpo, alimentata dal video di un presunto missile iraniano difettoso: era davvero un obiettivo civile o una struttura militare? Attraverso una nostra analisi Osint, incrociata con quella di altri colleghi, abbiamo accertato che la scuola femminile Shajareh Tayyebeh sorgeva all’interno del perimetro della base Seyyed al-Shohada-Asef dei Pasdaran, sebbene separata fisicamente dal resto del complesso militare da un muro di cinta.
Per chi ha fretta
- La scuola femminile Shajareh Tayyebeh di Minab è stata realmente colpita il 28 febbraio 2026
- Le autorità locali dichiarano inizialmente un bilancio di almeno 57 morti (incluso il preside) su 170 studentesse.
- L’edificio non era una comune struttura civile, ma sorgeva all’interno del perimetro della Caserma Seyyed al-Shohada-Asef dei Pasdaran.
- Il video a supporto della tesi del “missile iraniano difettoso” è stato girato a 1.300 km di distanza.
La scuola nel perimetro militare
Perché si sostiene che l’edificio colpito (coordinate 27°06’35.4″N 57°05’05.1″E) non si trovava semplicemente “vicino” a una zona sensibile.

Secondo le mappe di OpenStreetMap (percorso Way 942760673) e i dati di Mapcarta, la struttura risulterebbe situata dentro il perimetro della caserma dei Pasdaran, un’area classificata anche come “poligono di tiro”.

Tuttavia, non si trattava di un obiettivo militare “puro”. Analisi satellitari storiche, e in particolare il contributo di Nathan Ruser e Evan Hill del Washington Post, indicano che tra il 2013 e il 2016 l’istituto è stato isolato dal resto della base tramite un muro di cinta.

La funzione scolastica era reale e consolidata, in quanto i murales colorati sulle pareti, visibili da satellite da almeno otto anni, identificano chiaramente la struttura come una scuola elementare femminile gestita dalla Marina dei Pasdaran.
Le conferme dai canali iraniani: «Perché non è stata evacuata?»
Il fatto che la scuola si trovasse nei pressi di un perimetro militare non è solo un’evidenza cartografica, ma un dato che emerge prepotentemente dai canali social iraniani, dove alla rabbia per l’attacco si mescola la polemica sulla sicurezza. L’account Instagram Cheshma News ha definito esplicitamente l’edificio come situato nel «complesso organizzativo della Caserma Seyyed al-Shohada-Asef» (مجتمع سازمانی پادگان سیدالشهدا-عاصف سپاه). Il canale stesso critica i fatti e soprattutto pone una domanda cruciale: se i raid erano in corso da almeno tre ore, perché la scuola all’interno della base non è stata evacuata?

Anche fonti vicine al regime, come l’agenzia Isna News, nel riportare il bilancio delle vittime (almeno 57 studentesse decedute su 170 iscritte), hanno identificato la struttura come la scuola elementare Shajareh Tayyebeh, confermando indirettamente il suo legame con la Marina dei Pasdaran.

Altre testimonianze diffuse da Iran International mostrano video inviati da cittadini che riferiscono di «denso fumo proveniente dalla base militare Seyyed al-Shohada» (پایگاه نظامی سیدالشهدا).

Queste fonti convergono su un unico punto, ovvero che il bombardamento è avvenuto nel cuore di un’area militare attiva, dove la presenza civile delle bambine era una realtà nota e documentata.
Il falso video del “fuoco amico”
Nelle ore successive alla strage, sui social è circolata con insistenza la tesi di un errore interno iraniano. Molti account hanno condiviso il video di un missile che ricade al suolo subito dopo il lancio, sostenendo che fosse la prova del “fuoco amico” dei Pasdaran sulla scuola di Minab.

Anche questa volta, l’analisi geografica smentisce questa versione. Il video in questione, come segnalato da GeoConfirmed, è stato registrato a Zanjan, nell’Iran settentrionale. La distanza tra il luogo del lancio fallito e la scuola di Minab è di oltre 1.300 chilometri in direzione opposta, ed è per questo motivo che risulta tecnicamente impossibile che quell’incidente sia correlato alla distruzione della scuola.
