Tram deragliato a Milano, il conducente indagato per disastro ferroviario. Perquisizioni e sequestri nella sede Atm: cosa sta succedendo

Una corsa senza freni, terminata contro la facciata di un palazzo e costata la vita a due persone. La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati il conducente del tram 9 che venerdì scorso è deragliato in viale Vittorio Veneto. L’ipotesi di reato, formulata nella relazione investigativa consegnata stamani dai vigili urbani, è di disastro ferroviario. Intanto, questa mattina la Polizia locale ha fatto irruzione nella sede di Atm in via Monte Rosa a Milano per eseguire un decreto di perquisizione e sequestro di documenti. Tra questi ci sarebbero anche le conversazioni tra il tranviere e la centrale operativa.
La dinamica dell’incidente
Secondo le ricostruzioni tecniche, il nuovo modello Tramlink non avrebbe solo ignorato i limiti di velocità, ma avrebbe letteralmente «bruciato» la fermata, il semaforo e lo scambio. Invece di rallentare per affrontare il tratto rettilineo, il mezzo ha accelerato a «manetta» puntando verso la curva di via Lazzaretto, una manovra che non avrebbe dovuto compiere. Il tram si è inclinato paurosamente e solo l’impatto con un albero secolare nello spartitraffico ne ha evitato il ribaltamento completo, senza però riuscire a fermarne la corsa contro le vetrine dell’edificio all’angolo. Un impatto devastante in cui hanno perso la vita il 59enne Ferdinando Favia e il 56enne Abdou Karim Touré.
La difesa del conducente: «Ho visto tutto buio»
Il tranviere, un uomo di 60 anni con quasi 35 anni di servizio in Atm alle spalle, ha fornito la sua versione dei fatti agli agenti della Polizia locale. Dal suo letto d’ospedale al Niguarda, dove è stato ricoverato per un trauma cranico prima delle dimissioni con 20 giorni di prognosi, ha parlato di un improvviso malore: «Ho sentito prima dolori alla gamba. Poi, mi sono sentito male. Ho avuto un mancamento. Non ho visto più nulla, tutto buio, e ho perso il controllo». L’uomo ha ribadito che, proprio nel momento in cui la «luce» si è spenta, ha perso completamente il comando della vettura. I primi test tossicologici effettuati su alcol e droghe hanno dato esito negativo, confermando l’assenza di sostanze alteranti nel sangue del lavoratore.
