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Luca Spada, accusato di aver ucciso 5 anziani in ambulanza con un’iniezione

04 Marzo 2026 - 06:53 Alba Romano
luca spada autista soccorritore accusa omicidio iniezione
luca spada autista soccorritore accusa omicidio iniezione
L'autista soccorritore respinge tutto: «Io non c’entro nulla con questi decessi, ho portato agli inquirenti tutti i documenti che penso mi scagionino»

Si chiama Luca Spada, ha 27 anni, un figlio, il suo soprannome è “Spadino“. È lui l’autista accusato di aver ucciso almeno cinque anziani durante il trasporto in ambulanza a Forlimpopoli, dalle parti di Forlì. Spada è autista soccorritore e la procura lo accusa di «omicidio volontario continuato, aggravato dalla premeditazione e commesso col mezzo di sostanze venefiche o altro mezzo insidioso». Ovvero con delle iniezioni. Probabilmente d’aria.

L’embolia

Cinque pazienti morti tra febbraio e novembre 2025 potrebbero essere deceduti a causa di un’embolia. Altre tre donne anziane decedute avevano a che fare con l’indagato. In tutti i casi si trattava di trasferimenti secondari, cioè non urgenti. Spada è stato sospeso dalla Croce Rossa. L’anomalia della sua presenza nei decessi è stata segnalata dai colleghi. A bordo di un’ambulanza sono state piazzate alcune telecamere. Poi è stata sequestrata dell’attrezzatura. L’embolia è stata chiamata in causa perché sarebbe facile provocarla con una siringa. Gli esiti dell’autopsia sull’ultima anziana deceduta non sono ancora noti.

Luca Spada

Spada parla oggi in due interviste al Corriere della Sera e a Repubblica. «Io non c’entro nulla con questi decessi, ho portato agli inquirenti tutti i documenti che penso mi scagionino», esordisce. Sulle persone decedute, «era gente che andavamo a prendere in ospedale, non a casa, nell’ultimo caso dal Morgagni a Villa Igea. La signora non è salita con le sue gambe perché è andata a fare una riabilitazione avendo avuto grossi problemi di salute precedenti… Quando ci sono stati questi problemi improvvisi, succede che ce ne siano, sono stati attivati comunque tutti i protocolli di sicurezza. Ho sempre chiamato la centrale operativa chiedendo l’intervento di un’automedica».

L’iniezione letale

L’infermiere risponde anche sull’iniezione letale: «In quattro casi ero dietro con il paziente. Solo in uno mi trovavo al volante. Non ricordo neppure se fossero donne o uomini, sono fatti accaduti mesi fa. Quello che posso dire è che su cinque decessi due sono avvenuti 5-10 giorni dopo il trasporto in ambulanza e non durante». E non gli hanno sequestrato valigette: «Hanno preso soltanto dei contenitori di cose taglienti».