Caos turismo per la guerra in Iran, le agenzie di viaggio sommerse di chiamate per Pasqua: «Serve calma. Ecco cosa sapere»

Il nuovo conflitto in Medio Oriente sta inevitabilmente producendo effetti anche sul turismo internazionale, con ricadute pesanti sugli scali strategici del Golfo. Dopo l’attacco degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran e la risposta della Repubblica islamica, che ha colpito obiettivi militari e civili in Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Kuwait, l’area è diventata di fatto una no fly zone per gran parte del traffico passeggeri. Oltre 31mila voli risultano bloccati o riprogrammati, con compagnie costrette a ridisegnare le rotte in tempo reale. «Da sabato abbiamo i telefoni roventi», racconta Andrea Babbi, presidente di Petroniana Viaggi al Resto del Carlino. «Le prime 48 ore sono state le più difficili», aggiunge.
Le cancellazioni
Gli hub del Golfo rappresentano snodi fondamentali per i collegamenti tra Europa e Asia. Per raggiungere l’Estremo Oriente o l’Indocina si transita quasi sempre da Doha, Dubai o Abu Dhabi. Con questi scali temporaneamente irraggiungibili, le agenzie hanno dovuto attivare i protocolli di assistenza. «Chi era in viaggio assistito e protetto è stato seguito passo dopo passo. Chi doveva rientrare è rientrato, chi era in emergenza è partito comunque. Lunedì e martedì quelli che dovevano partire non sono partiti», spiega Babbi, sottolineando la collaborazione con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e l’invito costante a consultare il portale Viaggiare Sicuri. Le compagnie, intanto, stanno notificando le cancellazioni con messaggi diretti ai passeggeri. In questi casi si procede con rimborso o voucher validi fino a dodici mesi. Restano sotto osservazione situazioni delicate, come gruppi di pellegrini e studenti ancora in area mediorientale, per i quali si attendono le ultime 48 ore utili prima di organizzare i rientri.
Richieste di aiuto a raffica per Pasqua
L’attenzione ora si sposta sulle prossime partenze, comprese quelle per Pasqua. Le richieste di chiarimento aumentano, ma il settore invita a non cedere all’allarmismo. «Ci telefonano persone allarmate e preoccupate magari per un viaggio organizzato a Pasqua. Ma ora si deve mantenere la calma. Il territorio “bloccato” di cui stiamo parlando non è poi così grande, se si guarda una cartina geografica del mondo. Parliamo di una zona ristretta e le agenzie viaggio sono sempre a disposizione anche per chi ha organizzato il viaggio da solo, prenotando su internet», afferma Babbi. «I voli non vengono cancellati settimane prima. Le decisioni arrivano a ridosso della partenza», aggiunge.
I rimborsi
In questo quadro diventa decisivo il sistema di protezione garantito dalle agenzie e dal circuito International Air Transport Association (Iata), che consente di ricalcolare rotte e biglietti senza annullare per forza l’intera vacanza. Fondamentale anche la copertura assicurativa. Con una polizza dal costo medio di 20-30 euro è possibile ottenere rimborsi più agevoli, mentre senza assicurazione, se il volo non viene ufficialmente cancellato, recuperare somme che oscillano tra i 300 e i mille euro può diventare complesso.
