Cucciolo di pantera nera non riconosciuta dalla madre: la storia di Luna e della sua specie che non esiste in natura – I video
Non solo Punch. Anche in Italia arriva una storia che racconta quanto possano essere delicate e complesse le prime settimane di vita degli animali negli zoo. Allo zoo safari di Pombia, in provincia di Novara, è nata Luna, una cucciola di pantera nera che non è stata riconosciuta dalla madre dopo il parto. Quando i custodi si sono accorti della situazione, un evento raro ma comunque possibile anche in natura, sono intervenuti. Il team di esperti del parco zoologico ha avviato un programma di assistenza mirato, con cure attente e contatti diretti con la piccola limitati allo stretto indispensabile, per non comprometterne lo sviluppo comportamentale. Superata la fase più delicata, Luna ha iniziato un percorso graduale di inserimento nell’area dedicata ai leopardi melanici, la specie a cui appartiene.
La storia di Luna dopo Punch
Oggi Luna sta imparando a muoversi nel suo ambiente. Esplora con curiosità l’habitat, osserva gli altri esemplari e sta progressivamente trovando il proprio posto nel gruppo. Una storia che ricorda quella, diventata virale in tutto il mondo poche settimane fa, di Punch, il cucciolo di macaco giapponese dello zoo di Ichikawa, in Giappone. Il piccolo ha commosso milioni di persone nelle scorse settimane per aver trovato conforto in un orango di peluche dopo essere stato rifiutato dalla madre. Il pupazzo gli era stato dato dai custodi proprio per aiutarlo a trovare una forma di supporto emotivo in assenza della protezione della madre.
La pantera nera in realtà non esiste: cosa dice la scienza
La pantera nera è da sempre una figura potente nell’immaginario collettivo. Compare nei film, nei documentari e in qualche caso anche nei cartoni per bambini. Ma dietro questa immagine affascinante si nasconde una curiosità poco conosciuta. La pantera nera, in realtà, non esiste. O meglio, non come specie a sé stante. La pantera nera è una variazione melanica, cioè caratterizzata da un eccesso di pigmentazione scura di altri grandi felini, soprattutto giaguari e leopardi. Nel caso dei giaguari il melanismo deriva dalla mutazione di un gene dominante, mentre nei leopardi è causato da un gene recessivo. Per questo motivo – come spiegano dal Safari Park – osservando attentamente il manto di una pantera nera, si possono ancora intravedere le tipiche macchie del felino che sono semplicemente nascoste dall’alta concentrazione di melanina. Queste macchie sono visibili in alcuni esemplari anche in determinate condizioni di luce o illuminando il pelo con una luce intensa. Negli zoo e nei centri zoologici la forma più comune di pantera nera è il leopardo melanico, la stessa variante a cui appartiene Luna. E non è una coincidenza. Per decenni questi animali sono stati allevati in modo selettivo proprio per il loro aspetto spettacolare, molto richiesto da zoo e spettacoli.
