Va in ospedale per mal di testa e vertigini, i medici la rimandano a casa: «Prenda un antidolorifico». 43enne muore dopo 10 giorni

Si era presentata per due volte al pronto soccorso di Biella con forti dolori al collo e alle tempie, vertigini e perdita dell’equilibrio. La seconda volta era stata rimandata a casa dai medici con l’indicazione di «prendere degli antidolorifici». Venus Vanadero Serrano, 43 anni, originaria delle Filippine e da anni residente a Biella, è deceduta dieci giorni dopo. La sua cartella clinica – scrive il Corriere della Sera – è ora al vaglio dei pm, chiamati a stabilire se e in che modo sarebbe stato possibile evitare questo tragico epilogo. I familiari della 43enne hanno sporto querela e già inoltrato una richiesta di risarcimento danni all’Asl, ventilando una «responsabilità colposa per imperizia, negligenza ed imprudenza da parte del personale medico» per «omessa diagnosi».
La ricostruzione
Al suo primo accesso al pronto soccorso della città del Piemonte, Serrano è stata sottoposta a una radiografia, risultata negativa. È stata quindi dimessa con una diagnosi di cervicalgia, un disturbo generalmente associato a posture scorrette o tensioni muscolari, e rispedita a casa. Due giorni dopo, il 20 settembre, uno dei suoi quattro figli ha però chiamato l’ambulanza dopo averla trovata svenuta nella doccia. A quel punto la donna presentava già difficoltà nel parlare e problemi motori più gravi. Anche in questa occasione, dopo alcuni esami sommari, le sarebbe stato consigliato solo di assumere antidolorifici.
I mancati accertamenti e l’operazione d’urgenza
Secondo quanto riportato in una missiva inviata all’Asl e alla procura, non sarebbero stati effettuati accertamenti per verificare eventuali patologie cerebrali o neurologiche. Già in quella data, secondo i consulenti nominati dalla famiglia, una Tac avrebbe potuto evidenziare quanto emerso solo il 22 settembre, al terzo accesso in pronto soccorso: i dolori alla nuca e l’instabilità motoria erano segnali di una patologia aneurismatica cerebrale. La paziente è stata quindi trasferita all’ospedale di Novara, dove l’équipe di neurochirurgia l’ha sottoposta a un intervento d’urgenza. La 43enne è deceduta una settimana dopo a causa delle complicanze dell’intervento, ossia un’ischemia cerebrale provocata da un vasospasmo. Lascia un marito e quattro figli di 12, 15, 17 e 22 anni.
