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La ribellione delle calciatrici iraniane che si rifiutano di cantare l’inno e l’appello di Reza Pahlavi: «L’Australia le aiuti, non le faccia tornare»

08 Marzo 2026 - 21:34 Stefania Carboni
calciatrici iraniane
calciatrici iraniane
La nazionale è stata oggi eliminata in Coppa d'Asia. Al primo match si rifiutò di cantare l'inno e Teheran le ha già bollate come traditrici

«Le giocatrici della nazionale femminile di calcio iraniana stanno subendo forti pressioni e continue minacce da parte della Repubblica Islamica a seguito del loro coraggioso rifiuto di recitare l’inno del regime, e potrebbero subire conseguenze molto gravi se tornassero in Iran». Lo scrive su X Reza Pahlavi, figlio del deposto scià dell’Iran. «Esorto il governo australiano a garantire la loro sicurezza e a fornire loro tutto il supporto necessario».

La vicenda

La nazionale femminile di calcio iraniana si è rifiutata di cantare l’inno nazionale prima della partita inaugurale della Coppa d’Asia in Australia, rimanendo in silenzio con lo sguardo rivolto dritto davanti a sé, nella prima partita del Gruppo A contro la Corea del Sud, che ha poi vinto 3-0. L’allenatrice dell’Iran, Marziyeh Jafari, e le sue giocatrici avevano poi rifiutato di fare commenti in merito al conflitto in corso e sulla morte dell’ayatollah Ali Khamenei. Una posizione che è valsa loro l’etichetta di «traditrici» da parte della TV di Stato iraniana.

Le due partite seguenti con inno e saluto militare

La nazionale iraniana femminile era arrivata in Australia per il campionato asiatico ben prima degli attacchi di Usa e Israele. Ha giocato con l’Australia giovedì e con le Filippine oggi, perdendo entrambi i match e venendo eliminata. Nelle due partite seguenti le calciatrici hanno però cantato l’inno e fatto il saluto militare. Non è chiaro quando e come torneranno a Teheran. Ma potrebbero rischiare il carcere in un paese in guerra. Negli ultimi giorni diversi esponenti del mondo del calcio e della società civile si sono esposti nel difenderle: incluso l’ex capitano della nazionale australiana Craig Foster, che ha chiesto alla Fifa e alle autorità di Canberra di intervenire per proteggere le giocatrici iraniane.

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