Venezia, Calenda contestato all’università Ca’ Foscari: rispunta il gesto della P38. Gli organizzatori: «Basta intimidazioni» – Il video
Nuove contestazioni contro Carlo Calenda. Dopo le proteste degli studenti all’Università Statale di Milano, il senatore e leader di Azione è stato questa volta oggetto di critiche all’Ateneo Ca’ Foscari di Venezia, sollevate dal collettivo studentesco “Sumud” durante un incontro promosso dall’associazione “Futura”. La contestazione, durata pochi minuti, ha visto riapparire il gesto della P38 (simbolo di violenza armata), lo stesso usato il 27 ottobre 2025 quando il collettivo interruppe un dibattito con Emanuele Fiano (ex Pd, presidente Sinistra per Israele).
La rivendicazione del Collettivo “Sumud”
In un video pubblicato su Instagram si vede il contestatore fare il gesto della P38 verso il banco dove era seduto Calenda, e un altro pronunciare lo slogan: «Guerra alla guerra. Guerra al futuro, ma anche a Futura». La contestazione è stata rivendicata sui social da “Sumud”: «In un momento in cui la democrazia liberale svela il proprio volto, fatto di bombe sganciate sulla popolazione iraniana da quei fari di democrazia che sono gli Usa e Israele (e tutta quella cricca che sguazza negli Epstein files), ci sembra assurdo vedere partiti che provano ad entrare in università – si legge sui social -. Oggi Futura, lo stesso gruppo che aveva invitato il sionista Fiano, ha ben pensato di ospitare Calenda al campus economico di Ca’ Foscari, per inaugurare la nascita di Azione a Venezia».
La denuncia degli organizzatori
Tempestiva la replica degli organizzatori dell’evento con il leader di Azione: «Dopo l’incontro a Ca’ Foscari – denuncia una nota di “Futura” – sui social sono comparsi insulti e minacce nei confronti dell’associazione e dei suoi soci. Questi comportamenti superano il legittimo dissenso e alimentano un clima di intimidazione inaccettabile in università. Futura ribadisce il suo impegno a garantire pluralismo e libertà di espressione e chiede alle istituzioni e ai movimenti politici di condannare pubblicamente tali intimidazioni», conclude il comunicato.
Calenda: «Erano due di numero, so’ ragazzi»
Per Calenda «so’ ragazzi», si legge sul profilo X. «Non ne farei una questione. Erano due ragazzi (di numero) che hanno sbagliato il cartellone, non gli funzionava il megafono, blateravano cose incomprensibili e quando li ho invitati a esprimersi in lingua italiana al microfono si sono dileguati», conclude.
https://t.co/1qemFVqWD5— Carlo Calenda (@CarloCalenda) March 8, 2026
