Trump e la risposta incerta sulla strage alla scuola in Iran. La minaccia a Teheran: «Più duri se bloccano il petrolio». L’idea sulla soluzione venezuelana – Il video

Nella sua prima conferenza stampa dall’inizio delle operazioni in Iran, Donald Trump ha rivendicato i progressi sul campo definendo l’intervento «solo un’escursione in qualcosa che doveva essere fatto» e assicurando che gli Stati Uniti «stanno vincendo in modo deciso». Alla domanda se la guerra finirà entro la settimana, però, la risposta è stata un netto «no», pur ribadendo che la conclusione è vicina. Il presidente ha sottolineato che Washington sta compiendo «grandi passi avanti verso gli obiettivi militari» e ha rivelato di aver volutamente risparmiato alcune infrastrutture: «Potremmo colpire la produzione elettrica dell’Iran ma non vogliamo farlo. Abbiamo lasciato alcuni target nel caso in cui avessimo bisogno di colpire». Trump ha poi lanciato un avvertimento diretto a Teheran sullo Stretto di Hormuz: «Gas e petrolio non possono essere ostaggio» dell’Iran, avvisando che gli Usa «colpiranno in maniera molto, molto più dura» in caso di blocco delle forniture di greggio e che, «se necessario» le navi saranno scortate attraverso lo stretto.
Trump evita di rispondere sulla strage alla scuola di Minab
Sulla strage alla scuola di Minab, Trump ha glissato. Di fronte ai giornalisti che gli facevano notare la presenza di un missile Tomahawk nei video dell’attacco, il presidente ha scaricato la responsabilità: «Anche l’Iran ne ha qualcuno, glielo abbiamo venduto noi», aggiungendo che «altri Paesi hanno quei missili» e liquidando il tutto con un «c’è un’indagine in corso».
Il cambio di regime e l’idea della soluzione venezuelana
Sul futuro politico iraniano, Trump ha confermato di non gradire la scelta caduta sul figlio di Khamenei: l’Iran «dovrebbe mettere un presidente, o un capo del Paese, che sarà in grado di fare qualcosa di pacifico tanto per cambiare». Ha poi aggiunto che gli Stati Uniti «vogliono essere coinvolti» nella scelta della nuova leadership, motivando la posizione con il fatto che «sono ormai 47 anni che continuano a colpire gli statunitensi». Proprio su Mojtaba Khamenei, Trump insiste: «Sono deluso per questa scelta». E a chi gli chiedeva la sua idea su chi debba guidare l’Iran, il presidente Usa ha rispoto: «Mi piace l’idea di qualcuno all’inerno, funziona bene. Lo abbiamo fatto in Venezuela: è una formula che funziona bene».
Trump conferma la telefonata con Putin su Ucraina e Medio Oriente
Durante la stessa conferenza stampa, Trump ha confermato di aver sentito telefonicamente Vladimir Putin, definendo la conversazione «buona». I due leader hanno parlato della guerra in Ucraina e, secondo il presidente americano, Putin avrebbe manifestato la volontà di «essere d’aiuto in Medio Oriente». Trump ha replicato dicendogli che «dovrebbe essere utile a mettere fine alla guerra in Ucraina».
President Trump Holds a Press Conference, Mar. 9, 2026 https://t.co/S66jFeFxFP
— The White House (@WhiteHouse) March 9, 2026
