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Petrolio oltre 100 dollari, ora le Borse temono lo shock energetico: Tokyo -5,2%, in rosso Milano, Parigi e Francoforte

09 Marzo 2026 - 10:31 Diego Messini
Borse Asia
Borse Asia
Listini asiatici in profondo rosso, male anche i titoli europei. Pesa lo spettro di una guerra lunga in Iran e di una nuova ondata di inflazione

È un inizio di settimana nero quello delle Borse mondiali, con i principali indici al ribasso sulle preoccupazioni per la guerra tra Usa, Israele e Iran e le sue ripercussioni sui prezzi delle materie prime energetiche. Ad indicare la tendenza le Borse asiatiche, tra cui spicca il crollo di Tokyo, che ha chiuso la seduta di inizio settimana in perdita di oltre il 5,2%. Anche in Europa il mood degli investitori sembra negativo. Piazza Affari ha aperto in calo del 2,9%, contenendo poi solo parzialmente il rosso, trainato in particolare dai titoli di Prysmian e da quelli delle banche. Perdono oltre il 2% anche Parigi, Francoforte e Madrid. A pesare sui mercati sembra essere soprattutto la paura per un lungo conflitto – con buona pace della volontà di Donald Trump di chiudere la partita in «poche settimane» -, specie dopo la vittoria dei falchi in Iran con la nomina di Mojtaba Khamenei a nuova Guida suprema.

La corsa del petrolio e le risposte possibili in Europa

Con lo «strangolamento» dello Stretto di Hormuz e il fermo dell’estrazione petrolifera in Qatar, d’altronde, il prezzo del greggio nel weekend ha già sfondato quota 100 dollari al barile, mentre crescono le quotazioni pure del gas naturale. Dall’Europa all’Asia si teme uno shock sui prezzi che potrebbe causare una nuova ondata di inflazione. Lo sguardo è già posato sulle risposte possibili di governi e istituzioni finanziarie. In Italia l’esecutivo di Giorgia Meloni ha annunciato di essere pronto a colpire eventuali speculatori e che interverrà sulle cosiddette «accise mobili» per contenere gli aumenti del prezzo della benzina. A livello Ue l’Italia insieme a diversi altri governi chiede pure di sospendere il sistema di scambio di crediti per l’inquinamento Ets, ma non è chiaro se al Consiglio europeo di marzo ci sarà sufficiente consenso tra i 27. Se l’inflazione schizzasse di nuovo potrebbe intervenire anche la Bce. Secondo Bloomberg il mercato già scommette non su uno ma su ben due rialzi dei tassi d’interesse nei prossimi mesi.

In copertina: Operatori finanziari al lavoro alla Borsa di Seul – Corea del Sud, 9 marzo 2026 (Ansa/Epa – Jeon Heon-Kyun)

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