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La Finanza negli uffici di Cinecittà per la truffa del tax credit. I sospetti nei messaggi tra le aziende: nel mirino anche “M figlio del secolo”

10 Marzo 2026 - 16:05 Giulia Norvegno
Indagine truffa tax credit
Indagine truffa tax credit
La procura di Roma indaga sui bilanci della passata gestione, tra il 2022 e il 2023, delle società che hanno prodotto la serie tv ispirata ai libri di Antonio Scurati. Già prelevati i documenti relativi ai film di Paolo Virzì e Saverio Costanzo

La Guardia di Finanza è tornata negli uffici di Cinecittà, dove questa mattina sette finanzieri del Nucleo di polizia economica finanziaria hanno acquisito documenti contabili e comunicazioni varie. La perquisizione arriva nell’ambito dell’indagine della procura di Roma, che ipotizza il reato di truffa legato al sistema dei crediti d’imposta per il cinema, noto anche come Tax credit. Come riporta l’Adnkronos, il fascicolo, coordinato dai pm Giorgio Orano ed Eliana Dolce, punta a ricostruire i rapporti commerciali tra la precedente gestione di Cinecittà spa, la società di produzione The Apartment e la controllante Fremantle Italy Group, con riferimento ai bilanci 2022 e 2023. Cinecittà in una nota ha assicurato «la massima, piena e utile collaborazione».

Sotto indagine la serie su Mussolini, il film Queer di Guadagnino e Finalmente l’alba

Le produzioni finite sotto la lente dei magistrati sono tra le più in vista degli ultimi tempi nel panorama cinematografico e televisivo. Si tratta della prima stagione di “M. Il figlio del secolo”, serie Sky Original diretta da Joe Wright con Luca Marinelli, tratta dal romanzo di Antonio Scurati. Si tratta dell’opera che ha ricevuto più beneficio di tutti dal tax credit. Come aveva riportato Open, la produzione aveva incassato ben 13,6 milioni di euro. Tra le altre produzioni sotto la lente della Guardia di finanza c’è anche quella del film “Queer” di Luca Guadagnino con Daniel Craig, e di “Finalmente l’alba” di Saverio Costanzo.

Come ricorda l’Ansa, già nei mesi scorsi la Finanza aveva acquisito atti relativi ad altre opere: “Siccità” di Paolo Virzì, “L’immensità” di Emanuele Crialese e lo stesso “Finalmente l’alba”, all’epoca prodotti dalla Wildside.

Cosa cercano gli investigatori: email, fatture e contratti tra Cinecittà e i produttori

Stavolta i pm hanno chiesto di acquisire non solo fatture, note di credito e scritture contabili, ma anche l’intero flusso di comunicazioni tra la direzione marketing e gli uffici amministrativi delle società coinvolte e i dirigenti dell’epoca di Cinecittà. Il decreto, spiega l’Adnkronos, si concentra sui contratti legati alle tre opere e sulla documentazione relativa ai proventi derivanti dalla partecipazione ai ricavi. Il nodo centrale dell’indagine riguarda il sistema economico tra la società pubblica degli studios e il perimetro produttivo di The Apartment e Fremantle.

L’ex ad Maccanico sotto inchiesta per false comunicazioni sociali

Resta indagato l’ex amministratore delegato di Cinecittà, Nicola Maccanico, dimessosi nel 2024 e successivamente accusato di false comunicazioni sociali. Maccanico, peraltro, era stato scelto come ceo di Fremantle Italy Group nei mesi precedenti alla nomina dei co-ceo attuali, Valerio Fiorespino e Alessandro Saba, arrivati nel 2025. The Apartment, guidata oggi da Annamaria Morelli, era fino al 2024 al vertice con il fondatore Lorenzo Mieli. Tra le verifiche più ampie condotte negli ultimi mesi figurano anche titoli come “Il sol dell’avvenire”, “La chimera”, “Fast & Furious 10” e “The Equalizer 3”, anche se le perquisizioni odierne riguardano specificamente il rapporto con The Apartment e Fremantle.