Iran, la decisione senza precedenti dell’Aie: «Rilascio di 400 milioni di barili di petrolio per calmierare i prezzi»

I 32 Paesi membri dell‘Agenzia Internazionale per l’Energia (Aie) hanno concordato all’unanimità di mettere a disposizione del mercato 400 milioni di barili di petrolio dalle loro riserve di emergenza, per fronteggiare le turbolenze dei mercati causate dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha annunciato la stessa agenzia. Si tratta di un volume record, più del doppio rispetto ai 182 milioni di barili rilasciati dai Paesi membri dell’Aie dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. «L’Agenzia internazionale dell’energia continuerà a monitorare da vicino i mercati globali del petrolio e del gas e a fornire raccomandazioni ai governi dei Paesi membri, se necessario», ha dichiarato il direttore esecutivo Fatih Birol, dopo l’annuncio dello svincolo del volume record. «Si tratta di un’azione di grande portata, pensata per attenuare gli effetti immediati delle perturbazioni dei mercati. Ma è bene essere chiari: l’elemento più importante per tornare a flussi stabili di petrolio e gas resta la ripresa del transito attraverso lo Stretto di Hormuz».
Quando saranno immesse sul mercato le scorte di emergenza?
Le scorte di emergenza saranno immesse sul mercato secondo le tempistiche adattate alle circostanze nazionali di ciascun Paese membro e saranno affiancate da ulteriori misure straordinarie adottate da alcuni Stati. «Le sfide che i mercati petroliferi stanno affrontando sono senza precedenti per portata, per questo sono molto lieto che i Paesi membri dell’Aie abbiano risposto con un’azione collettiva di emergenza di dimensioni altrettanto straordinarie», ha dichiarato Birol, sottolineando che «i mercati del petrolio sono globali e quindi anche la risposta a gravi interruzioni dell’offerta deve essere globale». «La sicurezza energetica è il mandato fondativo dell’Aie e sono lieto che i Paesi membri stiano dimostrando una forte solidarietà adottando insieme misure decisive», ha aggiunto.
Di quante barili di riserve dispongono i Paesi dell’Aie?
L’Agenzia evidenzia che il conflitto in Iran ha fortemente ostacolato i flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, riducendo i volumi di esportazione di greggio e prodotti raffinati a meno del 10% dei livelli precedenti al conflitto. La situazione ha costretto molti operatori della regione a fermare o ridurre significativamente la produzione. Nel 2025, attraverso lo stretto transitavano in media 20 milioni di barili al giorno tra petrolio e prodotti petroliferi, pari a circa il 25% del commercio mondiale di greggio via mare, mentre le alternative per aggirarlo «restano limitate». I Paesi membri dell’Aie dispongono complessivamente di oltre 1,2 miliardi di barili di riserve strategiche, a cui si aggiungono altri 600 milioni di barili di scorte industriali detenute su obbligo governativo. Il rilascio coordinato deciso oggi rappresenta la sesta operazione nella storia dell’Agenzia, fondata nel 1974. Precedenti azioni collettive erano state adottate nel 1991, nel 2005, nel 2011 e due volte nel 2022.
Meloni, Macron e l’Ue
I 400 milioni di barili di riserve strategiche sono «il volume più corposo mai concordato come misura di mitigazione», ha detto la premier Giorgia Meloni in sede di replica alla Camera. La presidente del Consiglio, in apertura, ha anche ricordato «si è tenuta durante la pausa» dei lavori parlamentari, «una riunione del G7 per parlare della crisi e di come evolve e affrontare le conseguenze. L’Italia ha proposto un’analoga riunione del G7 con i paesi del Golfo» perchè «il ruolo, la solidarietà e la cooperazione con paesi protagonisti e in difficoltà nella regione, è fondamentale». Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha commentato la decisione dell’Aie che, a sua detta, «corrisponde più o meno a 20 giorni di volumi esportati attraverso lo stretto di Hormuz», ha detto nella videoconferenza dei leader del G7. Mentre il commissario Ue all’energia Dan Jorgensen ha accolto con favore «la decisione dei Paesi membri dell’Aie». «In tempi difficili – scrive su X -, l’unità e la cooperazione globale sono essenziali».
March 11, 2026
