Inchiesta sull’ad di Cinecittà, le opposizioni incalzano il governo: «Giuli chiarisca in Parlamento»

«Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia né alcuna comunicazione da parte dell’autorità giudiziaria. Mi dispiace apprendere dai giornali dell’esistenza di presunte indagini a mio carico». Risponde così Manuela Cacciamani a chi le chiede un commento all’indiscrezione pubblicata ieri da Repubblica, secondo cui l’amministratrice delegata di Cinecittà è indagata per truffa dalla procura di Roma in una delle inchieste sul tax credit per il cinema.
Cacciamani e il tax credit
Cacciamani assicura «la più totale disponibilità a fornire ogni chiarimento», ma il caso è destinato a far discutere. D’altronde, proprio il tax credit, ossia il sistema di incentivi pubblici al cinema, è diventato nei mesi scorsi un aspro terreno di scontro tra il governo Meloni e il mondo cinematografico, tra accuse reciproche e presunti abusi dei finanziamenti. Ed è proprio qui che nasce il paradosso. A essere indagata per le vicende del tax credit è proprio la manager indicata dalla maggioranza di destra per guidare Cinecittà.
I sospetti dei pm su due progetti
I magistrati, in particolare, stanno verificando alcune operazioni legate alla One More Pictures, la casa di produzione fondata e guidata da Cacciamani fino a poche settimane prima della sua nomina al vertice degli Studios. Il sospetto dei pm è che alcune produzioni abbiano ottenuto gli incentivi statali gonfiando i costi oppure falsificando le rendicontazioni. Ma c’è una seconda storia, scrive oggi Repubblica, che riguarda da vicino Cacciamani e su cui starebbe indagando l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. Nel mirino delle autorità sarebbero finiti, infatti, due appalti da 650 mila euro, concessi in urgenza su richiesta esplicita del ministero della Cultura.
Opposizioni all’attacco
Per il momento, non si tratta di niente di più che di semplici ipotesi investigative. Ma tanto basta per animare il dibattito politico. «Le notizie sull’indagine che coinvolge l’attuale ad di Cinecittà richiedono un chiarimento immediato da parte del ministro della Cultura», attacca il deputato Pd Matteo Orfini. Critico anche il Movimento 5 Stelle, con Gaetano Amato che invita l’esecutivo a non ignorare la faccenda: «Parliamo della manager voluta dal centrodestra alla guida di una società pubblica importantissima. Il silenzio del governo su quanto sta avvenendo a Cinecittà non può andare oltre».
Foto copertina: ANSA/Maurizio Brambatti | L’ad di Cinecittà, Manuela Cacciamani
