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Fa stalking al prof che lo bocciò: per lui arriva il braccialetto elettronico

lanciano procura innamorate poliziotto dipenenti stalking processo
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Dopo la prima condanna è tornato a minacciare il docente

Un 26enne ha fatto stalking nei confronti di un suo professore delle scuole superiori fino a che non ha ricevuto la misura del braccialetto elettronico. Il ragazzo è stato condannato dal tribunale di Venezia tre anni fa. Secondo l’accusa offendeva e minacciava di continuo il prof su chat e social. Poi è tornato alla carica. Fino, spiega il Corriere della Sera, all’intervento dei carabinieri.

La storia

La storia è inziiata otto anni fa in un istituto della provincia di Venezia. Il ragazzo si era iscritto per conseguire il diploma di scuola superiore. Poi la bocciatura che lo aveva costretto a ripetere l’anno. L’alunno a quel punto comincia a prendersela con il prof. A 19 anni il ragazzo, superata la bocciatura e terminato il proprio percorso di studi, aveva iniziato a tartassare il professore su siti e gruppi in rete e nelle chat. Senza mai andare oltre le violenze verbali e digitali e, fortunatamente, senza mai avvicinarsi fisicamente al suo bersaglio per tradurre in pratica le continue minacce.

La denuncia

Dopo la prima denuncia del 2023 il giudice non aveva applicato misure di custodia ma solo l’obbligo di allontanamento. Poi lo scorso gennaio il ragazzo ha ricominciato. E dopo la seconda querela del docente il gip di Venezia ha emesso per l’indagato una misura cautelare: i carabinieri di Favaro Veneto una settimana fa, dopo aver accertato la ripresa dello stalking da parte del giovane, gli hanno notificato il divieto di comunicare in qualsiasi forma con il professore 50enne, di frequentare gli stessi suoi luoghi e, per prevenire il rischio di un’escalation di violenza, gli hanno applicato il braccialetto elettronico.

L’interrogatorio

Oggi il gup Andrea Innocenti interrogherà il 26enne. «Osservo questi segni di disagio, manie e ossessioni con preoccupazione e sempre maggior frequenza tra le giovani generazioni. A mio avviso, purtroppo, con il tempo queste dinamiche potrebbero amplificarsi», commenta Luigi Zennaro, il presidente dell’Associazione nazionale presidi della provincia di Venezia.

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