Stretto di Hormuz, il Financial Times: «Francia e Italia hanno avviato colloqui con l’Iran». Ma arriva la smentita

«Non è in corso nessun negoziato riservato per garantire il passaggio ad Hormuz di navi o petroliere italiane». Questa la smentita da fonti governative in merito all’indiscrezione del Financial Times secondo cui alcuni Paesi europei hanno avviato colloqui con Teheran nel tentativo di avere un passaggio sicuro delle loro navi attraverso lo Stretto di Hormuz. «La Francia – riporta il quotidiano statunitense – è uno dei Paesi coinvolti nei colloqui» e che «anche l’Italia ha compiuto dei tentativi di avviare delle discussioni con Teheran». Ma non sarebbe vero.
«Stiamo cercando di interpretare meglio l’articolo del Ft e di verificare se possa esserci stato qualcosa che i giornalisti del Ft possano aver interpretato a modo loro», riportano. «Palazzo Chigi e Farnesina confermano che nei loro contatti diplomatici i leader italiani vogliono favorire le condizioni per una de escalation militare generale, ma non esiste nessun “negoziato sottobanco” che punti a preservare soltanto alcuni mercantili rispetto ad altri. Faremo altre comunicazioni più tardi», precisano alla stampa.
La smentita di Palazzo Chigi
Più avanti è arrivata anche la smentita da Chigi. «In merito a quanto riportato oggi da organi di stampa internazionali, la Presidenza del Consiglio dei ministri smentisce l’apertura di negoziati bilaterali o trattative dirette con l’Iran per garantire il passaggio delle navi italiane attraverso lo Stretto di Hormuz», riporta una nota.
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Il sottile filo dei colloqui preliminari
I colloqui preliminari secondo FT mirano, secondo quanto riportato da alcuni funzionari, a favorire la ripresa delle esportazioni di petrolio e gas senza aggravare il conflitto. Sugli esiti però non c’è garanzia. I prezzi del petrolio sono saliti a circa 100 dollari al barile, rispetto ai circa 60 dollari di inizio anno, mentre i prezzi del gas naturale in Europa sono aumentati del 75% nello stesso periodo. Italia, Francia e Grecia hanno navi da guerra nel Mar Rosso nell’ambito della missione di protezione navale Aspides dell’UE. E c’è un nodo, non da poco: nessuna marina europea è disposta a scortare navi attraverso Hormuz in caso di rischio di attacco, sostengono le fonti al quotidiano, per timore di un’escalation del conflitto.
