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Iran, cosa è stato deciso al Consiglio supremo di Difesa: «L’Italia non è in guerra e non ci entrerà»

13 Marzo 2026 - 15:19 Stefania Carboni
consiglio supremo di difesa
consiglio supremo di difesa
Forte preoccupazione per le minacce terroristiche. Si plaude alla risoluzione di maggioranza votata in Parlamento e si spinge per la cooperazione con gli altri stati europei

L’Italia non è in guerra, né ci entrerà. Questo, in sintesi, il resoconto dal Consiglio supremo di difesa, sulla guerra in Iran presieduto dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, che ricorda l’articolo 11 della Costituzione ribadendo quanto già dichiarato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Parlamento. L’Italia punta «a ricercare e sostenere ogni sforzo che riporti in primo piano la via negoziale e diplomatica».

Dal Consiglio c’è «grande preoccupazione» per gli «effetti destabilizzanti», specialmente alla luce dei rischi di attacchi terroristici ibridi anche sul territorio europeo, Italia inclusa. Chiede a Israele di «astenersi da reazioni spropositate», anche davanti alle azioni di Hezbollah, definite «comunque inaccettabili». E definisce inammissibili i raid «da parte israeliana al contingente Unifil, attualmente a guida italiana». Così come preoccupa l’attacco a Erbil, con il ritiro parziale del contingente italiano.

La seduta è durata due ore mezza a cui. Presenti, oltre a Mattarella, il segretario generale Ugo Zampetti, il consigliere per gli Affari del Consiglio supremo, Francesco Saverio Garofani, Giorgia Meloni, i ministri TajaniCrosettoPiantedosiGiorgettiUrso, il sottosegretario Mantovano e il capo di Stato maggiore della difesa, il generale Luciano Portolano.

Bene il metodo Meloni – Parlamento

«Nell’attuale contesto di instabilità – irresponsabilmente aperto dall’aggressione della Russia all’Ucraina – con le progressive lacerazioni della pacifica convivenza internazionale, l’indebolimento delle istituzioni multilaterali e le numerose violazioni del diritto internazionale l’Italia è impegnata a ricercare e sostenere ogni sforzo che riporti in primo piano la via negoziale e diplomatica», riporta il resoconto fornito dal Consiglio. Si plaude alla risoluzione di maggioranza votata in Parlamento e invita a ricordare che in caso di richieste da Usa e Israele è fondamentale un passaggio alle Camere.

Cooperare con l’Ue

La linea indicata è quella di «operare insieme a Francia, Germania, Regno Unito, per coordinare le iniziative sul piano della difesa degli interessi comuni e su quello più generale della sicurezza. Ciò anche in considerazione dell’allarme per i missili lanciati verso Cipro – territorio Ue – e verso la Turchia – territorio Nato – e intercettati dalle difese Nato». E su questo punto il Consiglio «valuta gravi le azioni dell’Iran per ostacolare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz». «Come sempre – conclude – il prezzo più alto lo pagano le popolazioni civili, con numerose vittime e centinaia di migliaia di cittadini evacuati dal Sud del Libano e altrettanti dalle aree sciite di Beirut».

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