Petroliera russa alla deriva, Meloni convoca un vertice a Palazzo Chigi: «Si trova in acque maltesi, l’Italia pronta a fornire il suo aiuto»

Vertice straordinario a Palazzo Chigi sulle petroliera russa «Arctic Metagaz», attualmente alla deriva e con a bordo 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto. Intorno all’ora di pranzo, fa sapere una nota della presidenza del Consiglio, la premier Giorgia Meloni ha presieduto un incontro per fare il punto della situazione: «Premesso che l’imbarcazione si trova attualmente all’interno della zona SAR maltese, e che le autorità di Malta hanno stabilito una distanza di sicurezza minima di 5 miglia nautiche, il Governo italiano ha assicurato al Governo de La Valletta la condivisione del monitoraggio avviato fin dal primo momento». L’Italia, continua la nota di Palazzo Chigi, «ha confermato la propria disponibilità a svolgere attività di supporto, in attesa delle determinazioni delle autorità maltesi, con le quali rimane in costante contatto».
Il sindaco di Lampedusa: «Situazione sotto controllo»
Nel frattempo, il sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino, interviene per placare i timori di un imminente disastro ambientale dopo l’avvistamento della Arctic Metagaz: «La situazione è assolutamente sotto controllo». Sebbene il relitto rappresenti una minaccia potenziale a causa del carico di idrocarburi, le ultime proiezioni indicano un allontanamento dalle coste siciliane.
La rotta del relitto
Secondo quanto riferito dal primo cittadino, la nave — colpita lo scorso 4 marzo in quello che Mosca definisce un attacco ucraino — non sta puntando direttamente verso le Pelagie. «La nave attualmente si trova in acque internazionali a circa 30 miglia ad est da Linosa, e con il vento tende a scarrocciare verso Malta. La situazione è comunque monitorata dai mezzi della nostra Marina militare e da un mezzo antinquinamento “Castalia”. Sul posto anche un rimorchiatore». L’attenzione resta però massima, dato che il relitto è privo di equipaggio e completamente in balia delle correnti variabili del Mediterraneo.
Ti potrebbe interessare
Presidio militare e mezzi antinquinamento
Nonostante la traiettoria attuale sembri meno preoccupante per Lampedusa, la macchina dei soccorsi è schierata in assetto da emergenza. La Marina Militare italiana coordina le operazioni di sorveglianza per garantire che nessuna imbarcazione si avvicini a meno di cinque miglia dal relitto, considerato una “bomba” di gasolio e GNL. «Non è di certo una bella situazione ma al momento la situazione è sotto controllo, siamo in sicurezza. Sul posto ci sono mezzi della nostra Marina militare, rimorchiatori e mezzi antiquinamento pronti ad intervenire qualora la situazione dovesse degenerare».
Il carico a rischio
L’allerta resta legata a quanto riportato dalle stime tecniche fornite anche dal Tg1, secondo cui «si ritiene che sulla nave ci siano 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto». Un quantitativo che impone il mantenimento del presidio dei mezzi “Castalia”, pronti a intervenire in caso di cedimento strutturale dello scafo o di sversamenti improvvisi durante il trascinamento verso acque maltesi.
Foto copertina: Una veduta aerea del 3 marzo 2026, ripostata su X da OSINTdefender, della petroliera russa “Arctic Metagaz”
