Marco Masini si racconta: il rapporto con Fedez, Sanremo e la storia della sfortuna. «È andata peggio a Mia Martini»

Marco Masini, arrivato quinto al Festival di Sanremo con la canzone “Male necessario” insieme a Fedez, si dice molto soddisfatto dell’esperienza. Al Corriere della Sera racconta che nonostante la differenza d’età, vede nel collega rapper una versione più giovane di sé e a sua volta Fedez è come se sia proiettasse nella sua versione adulta. «Noi cantautori avevamo bisogno di 5 minuti e 40 per dire qualcosa, i rapper in 15 secondi riescono a esprimere tutti i concetti», racconta. Il successo della canzone per Masini è merito di entrambi: «Senza di lui non ha senso la mia voce, senza la mia voce non hanno senso le sue barre. Quando si costruisce una cosa in due, è di entrambi: abbiamo il 50% di merito e il 50% di colpa».
«Ho perso la bussola»
Masini ha anche ripercorso la sua carriera, nel corso della lunga intervista al Corriere. Si definisce «un uomo normale che fa il cantautore», con la musica e il pianoforte che lo ha «aiutato, salvato e consigliato». Nel 2004 vinse Sanremo con L’uomo volante, tante soddisfazioni ma c’è però un periodo buio che ricorda. Ed è quando all’apice della sua carriera fu colpito da dicerie sulla sfortuna. «Ho perso la bussola», spiega. «È successo a Mia Martini. Quando è capitato a me ci sono stato male, ma ho avuto più responsabilità: ho scritto canzoni che portavano a una riflessione, mentre un certo tipo di generazione voleva riflettere meno. Lei non è riuscita a difendersi da una cosa molto più cattiva di quella successa a me. Ci fossero stati i social…».
