Oscar, negato il visto all’attore palestinese Motaz Malhees: «Non posso entrare negli Usa, ecco perché hanno bloccato il mio passaporto»

«Mancano tre giorni agli Oscar. Il nostro film The Voice of Hind Rajab è candidato a un Premio Oscar. Ho avuto l’onore di interpretare uno dei ruoli principali in una storia che il mondo aveva bisogno di ascoltare. Ma io non sarò lì. Non mi è permesso entrare negli Stati Uniti a causa della mia cittadinanza palestinese. Fa male. Ma questa è la verità: puoi bloccare un passaporto. Non puoi bloccare una voce. Sono palestinese e lo dico con orgoglio e dignità. Il mio spirito sarà con The Voice of Hind Rajab quella sera. Buona fortuna a tutti voi. La nostra storia è più grande di qualsiasi barriera e verrà ascoltata». Con questo post affidato a Instagram, l’attore Motaz Malhees ha ufficializzato il suo forfait forzato alla notte più importante del cinema mondiale, in programma il 15 marzo. Malhees è uno dei volti principali dell’opera diretta dalla regista tunisina Kaouther Ben Hania, un film che ha già scosso le coscienze dei festival internazionali ma che ora si scontra con il muro della burocrazia statunitense.
La tragedia di Hind Rajab sullo schermo
Il film, in corsa per la statuetta come Miglior film internazionale, è una ricostruzione cruda e necessaria dei fatti avvenuti il 29 gennaio 2024. Al centro della narrazione c’è la piccola Hind Rajab, la bambina di sei anni rimasta intrappolata in un’auto a Gaza sotto il fuoco delle forze israeliane. La pellicola intreccia il dramma della vittima con quello dei volontari della Mezzaluna Rossa, utilizzando anche la registrazione audio originale della straziante telefonata di soccorso effettuata dalla bambina.
Dal Leone d’Argento all’assenza sul red carpet
Presentato all’82esima Mostra del Cinema di Venezia, La voce di Hind Rajab aveva trionfato portando a casa il Leone d’Argento, accompagnato da venti minuti di ovazione in Laguna. Nonostante il prestigio accademico e il riconoscimento globale, l’interprete principale non potrà calcare il tappeto rosso di Los Angeles. Secondo quanto denunciato da Malhees, il diniego dell’ingresso negli Stati Uniti sarebbe legato esclusivamente alla sua cittadinanza.
