Interrogati il giornalista e l’insegnante arrestati per pedofilia. Lei: «Sono innocente», lui non risponde davanti al gip

Si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha fatto delle dichiarazioni spontanee davanti al Gip di Roma il giornalista di 48 anni, arrestato nei giorni scorsi con una insegnante di 52 anni, sua presunta amante, con le accuse di violenza sessuale nei confronti di minori, pornografia minorile e detenzione e accesso a materiale pornografico. L’uomo, secondo quanto apprende Ansa, avrebbe fornito una versione dei fatti che si discosta dall’impianto accusatorio. Avrebbe poi spiegato quando ha conosciuto la 52enne e il tipo di rapporto che lo lega. Gli atti del procedimento verranno inviati a Venezia per competenza territoriale. Per il gip il reato, ossia l’invio di foto della figlia minore della donna al 48enne, sarebbe infatti avvenuto da Treviso, città dove l’indagata vive e svolge la professione di docente. Il difensore sta valutando di impugnare la nuova ordinanza che verrà emessa dai pm veneti entro alcuni giorni.
Accertamenti tecnici sullo smartphone: chat Telegram e scambi con utenti stranieri
Nel mentre ci sarebbero già i primi accertamenti forensi sul telefono dell’indagato, fermato alla stazione Termini e ora detenuto a Rebibbia. Nel suo smartphone sarebbero stati evidenziati contatti con utenti stranieri e scambi di immagini tramite canali Telegram, riconducibili a circuiti pedopornografici. L’inchiesta sulla coppia è iniziata dopo la denuncia dell’ex compagno della donna, insospettito dal racconto della figlia, che aveva scoperto sul computer materno conversazioni e file condivisi con un uomo poi identificato nel giornalista, già vicedirettore di un telegiornale nazionale e dirigente della comunicazione in una società a partecipazione pubblica. L’uomo è difeso dall’avvocato Domenico Naccari, mentre la donna è difesa dalle legali Francesca Ottoni e Marta Labozzetta, del foro di Treviso.
Il racconto della donna al Gip: «Non ho fatto niente, sono innocente»
Respinge le accuse anche la 52enne coinvolta nell’inchiesta, reclusa nel carcere di Venezia. «Non ho fatto niente, sono innocente», avrebbe detto alle sue legali. Anche se ci sarebbero foto e video della figlia 16enne ripresa quando aveva otto anni e viveva a Roma con il padre, ma anche scatti recenti, del 2024, dei nipotini di 5 e 8 anni, figli del fratello della 52enne, che ignaro affidava i figli alla zia. Secondo l’accusa era la donna a produrre le immagini e a inviarle all’uomo che le avrebbe richieste nel corso del tempo. I pm cercano di capire se gli scatti siano stati poi diffusi in rete in circuiti pedofili. Tra le ipotesi al vaglio della procura anche quella di sentire in audizione protetta la figlia della docente, che ha scoperto le sue foto sul pc della madre avvisando poi il papà e facendo scattare l’inchiesta.
