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Giorgia Meloni ha chiesto in prestito agli eredi del partito comunista il quadro di Renato Guttuso di cui si era innamorata. Affare fatto con l’Associazione Enrico Berlinguer

24 Marzo 2026 - 21:07 Fosca Bincher
quadro guttuso meloni
quadro guttuso meloni
La premier folgorata dal dipinto durante un vertice con il re di Giordania alla Gnam di Roma. Ora l’opera è esposta nella sala dei Galeoni a fare da sfondo ai suoi incontri internazionali. La trattativa fatta da Ugo Sposetti

Da qualche settimana nella sala dei Galeoni di Palazzo Chigi, dove Giorgia Meloni come tanti suoi predecessori, è solita firmare accordi internazionali e poi tenere conferenze stampa per illustrarli, svetta un quadro di Renato Guttuso: “La battaglia di Ponte dell’Ammiraglio”, che ritrae il combattimento fra Giuseppe Garibaldi con i suoi Mille e le truppe borboniche. A notarlo per primo è stato sul Corriere della Sera Simone Canettieri segnalando la curiosità della scelta da parte della premier di un dipinto realizzato dal pittore per eccellenza del Partito comunista italiano. Ora grazie a un documento contabile emerge qualcosa di più: quel quadro è anche di proprietà degli eredi del Pci, che l’hanno prestato alla Meloni che se ne era improvvisamente innamorata.

Il quadro arrivato a palazzo Chigi

L’Associazione Enrico Berlinguer è la proprietaria del dipinto voluto dalla premier

Nel contratto fra Palazzo Chigi e Age assicurazioni enti, che fornisce la polizza assicurativa del dipinto di Guttuso, si indica infatti che la proprietà dell’opera d’arte è dell’Associazione Enrico Berlinguer, una delle tante strutture (fondazioni ed associazioni) con cui quando nacque il Pd Ugo Sposetti separò e blindò il patrimonio artistico e archivistico dei Democratici di sinistra ereditato dal Pds che lo aveva ricevuto proprio dal Pd. Ed è proprio l’ex senatore Sposetti a presiedere l’Associazione Enrico Berlinguer che si è occupata di tutte le pratiche burocratiche per trasferire l’opera di Guttuso in comodato d’uso a Palazzo Chigi su richiesta della Meloni.

Ugo Sposetti, ex senatore Pd e presidente della associazione Enrico Berlinguer

La scintilla per quel Guttuso scattata durante un vertice con il re di Giordania

A fare scoccare la scintilla fra la premier e quel dipinto di Guttuso è stato il vertice internazionale contro il terrorismo “Processo di Aqaba” voluto dal re di Giordania che si è tenuto a Roma fra il 13 e il 15 ottobre scorso alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Gnam) di Roma. Il vertice era copresieduto da re Abdullah II e dalla Meloni, che il primo giorno ha fatto una rapida visita alle opere esposte nella galleria. Ed è scattata subito la scintilla appena la premier si è trovata davanti al quadro di Guttuso appena restaurato che casualmente era stato prestato alla Gnam dalla Associazione Enrico Berlinguer. Tornata a Palazzo Chigi la Meloni che chiesto a suoi uffici di sondare la Gnam per avere in prestito quel Guttuso pensando fin dall’inizio di esporlo nella sala dei Galeoni in modo da fare le conferenze stampa con quello sfondo alle spalle.

La trattativa fatta dalla presidenza del Consiglio con Ugo Sposetti, custode della memoria del Pci

Dalla presidenza del Consiglio è quindi arrivata la richiesta formale alla Gnam, che però ha subito chiarito come l’opera non fosse di sua proprietà, mettendo in contatto i funzionari del governo con l’Associazione Enrico Berlinguer. «Nessun problema a prestare Guttuso a una istituzione importante», spiega oggi Sposetti ad Open, «ma ci sono state lunghe pratiche burocratiche da affrontare prima di trasferire il Guttuso richiesto». L’opera è stata assicurata subito per il trasporto, e la nuova polizza non ha avuto un costo enorme: 1.700 euro per un biennio, comprendendo anche l’assicurazione di un altro quadro, “Un torrente”, di Filippo Petiti (1890) chiesto in comodato d’uso alla stessa Gnam. La battaglia garibaldina di Guttuso è infatti una delle due versioni dipinte dal pittore, che poi ha firmato anche 150 stampe con numerazione araba, 50 stampe con numerazione romana e 20 prove d’autore sullo stesso soggetto.

Le due foto storiche che accomunano Berlinguer e la Meloni

Quel gesto subito che accomuna le storie di Berlinguer e della Meloni

Il destino ha dunque unito in modo imprevisto le storie di due politici che più lontani non potrebbero essere come il comunista Enrico Berlinguer e la leader di destra Giorgia Meloni. Qualcosa però aveva già accomunato in modo altrettanto singolare la loro storia politica: essere stati ritratti in due immagini iconiche in braccio a qualcun altro. Berlinguer fu sollevato scherzosamente da Roberto Benigni il 16 giugno 1983 sulla terrazza del Pincio durante una manifestazione organizzata dall’allora assessore alla cultura del Comune di Roma, Renato Nicolini. La Meloni fu invece presa in braccio allo stesso modo da Guido Crosetto il 16 dicembre 2012 all’Auditorium della Conciliazione il giorno della nascita di Fratelli di Italia.

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