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Salvini saluta la vedova di Bossi, scatta la contestazione: «Traditore, è il bacio di Giuda». Lui tira dritto: «Con te tutto è iniziato, mai mulà!» – Il video

22 Marzo 2026 - 16:43 Alba Romano
«Solo con Bossi» dice l'ex europarlamentare, leghista della prima ora, Mario Borghezio, con il fazzoletto verde al collo. In centinaia sono arrivati in piazza a Pontida per l'ultimo saluto al fondatore della Lega. Come sono stati accolti prima Salvini e poi Luca Zaia

All’inizio e alla fine dei funerali di Umberto Bossi, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini è stato bersaglio di dure contestazioni. Al termine della cerimonia, mentre salutava con un bacio la vedova Manuela Marrone, dal sagrato della chiesa si sono levate urla di «traditore» e «è il bacio di Giuda». La sua presenza ha contribuito a innescare diversi momenti di tensione alla cerimonia. Già al suo arrivo, infatti, non erano mancati segnali di dissenso, soprattutto da parte di alcuni militanti del Partito Popolare per il Nord, nato dalla fuoriuscita di esponenti storici della Lega e promosso da Roberto Castelli con l’appoggio dello stesso Bossi. Alla vista della camicia verde indossata da Salvini, qualcuno ha gridato «Molla la camicia verde, vergogna», mentre altri hanno scandito il nome del fondatore del Carroccio, interrompendo per alcuni minuti il clima di raccoglimento prima dell’inizio della cerimonia. Ma Salvini non è stato l’unico ad essere contestato. Anche l’ex premier Mario Monti e la ministra del Turismo, Daniela Santanchè sono stati criticati dalla folla, da cui si sono alzati fischi e l’urlo «Vergogna».

Salvini: «Umberto, con Te tutto è iniziato, mai mülà!»

«Trent’anni fa, come oggi, una battaglia che non era solo politica, ma identità, visione, popolo, destino. Libertà, autonomia, territorio, lavoro, sacrificio, responsabilità, giustizia, sicurezza. In quattro parole: padroni a casa nostra. Spesso, allora come oggi, soli contro tutti. Questa è la Lega, una comunità in cammino. Buon viaggio Umberto, con Te tutto è iniziato, mai mülà!». Sono le parole di addio che Salvini ha dedicato a Umberto Bossi in un post su Instagram dove ha allegato una foto che li ritrae insieme. Anche Luca Zaia ha salutato lo storico fondatore della Lega all’abbazia di Pontida. «Se n’è andato fisicamente, ma non se ne vanno le sue idee, la sua opera, la sua grande intuizione. Foscolo nei Sepolcri diceva che solo chi fa cose grandi nella vita si garantisce l’immortalità, Bossi se l’è garantita», ha dichiarato all’uscita della chiesa.

I cori dei leghisti

Il carro funebre, dopo l’uscita dall’abbazia, ha sostato per alcuni minuti davanti al prato tra gli applausi e i cori che gridavano «Bossi, Bossi» per salutare il fondatore della Lega. Commosso Giancarlo Giorgetti che ha accompagnato il feretro a piedi assieme ai militanti mentre la famiglia seguiva in auto. Dopo la celebrazione, il coro degli Alpini intonato «Va Pensiero», il canto che Bossi fece diventare una sorta di inno della Lega Nord. «Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore». È questo il coro che hanno scandito centinaia di militanti della Lega al termine del funerale di Bossi mentre il feretro era accompagnato fuori dalla chiesa dalla famiglia e dalle più alte cariche dello Stato, tra cui la premier Giorgia Meloni. Il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti ha detto al microfono, «per cortesia» per placare i militanti e consentire al parroco di recitare l’eterno riposo. Al termine della cerimonia anche cori «Padania libera», sono stati scanditi più volte.

Centinaia di militanti a Pontida per l’ultimo saluto al fondatore della Lega

All’ingresso del paese della bergamasca campeggia uno striscione bianco con scritta verde: «Una vita senza libertà non è vita. W Bossi». Sono centinaia i militanti arrivati per dare l’addio al leader scomparso a 84 anni: fazzoletti verdi con il sole delle Alpi e bandiere rosse con il leone di San Marco colorano la piazza dell’abbazia, transennata per l’occasione. La chiesa ospiterà solo 400 persone, tra familiari e autorità, è attesa anche la premier Giorgia Meloni, mentre un maxischermo è stato allestito nell’area adiacente per permettere a tutti di seguire la cerimonia. Tra i presenti anche l’ex europarlamentare Mario Borghezio, fazzoletto verde al collo: «Questa è la mia dichiarazione oggi, solo con Bossi», ha detto.

Folla ai funerali di Umberto Bossi a Pontida
ANSA/MICHELE MARAVIGLIA | Sono centinaia i militanti fuori dall’abbazia di San Giacomo a Pontida, dove si tengono i funerali di Umberto Bossi

«Ho fatto la prima tessera a 15 anni»: il ricordo dei giovani militanti

C’è anche chi è arrivato da lontano per ragioni profondamente personali. Alessio, 28 anni, assessore in un comune del veneziano e coordinatore della Lega giovani locale, racconta che Bossi «era il mio idolo fin da bambino». «Ho deciso di fare politica guardando un suo discorso da Pontida. L’ho sentito parlare e il suo carisma mi ha trascinato, ho fatto la prima tessera della Lega a 15 anni. Un vero leghista oggi è presente, per dire grazie a Umberto».

Applausi per Luca Zaia: chi c’è tra i big leghisti

«Bossi, Bossi. Padania libera». È il coro che viene scandito nella piazza dove si affaccia l’abbazia di San Giacomo a Pontida, dalle diverse centinaia di militanti che sono in attesa di partecipare ai funerali di Umberto Bossi, il leader della Lega scomparso a 84 anni. Su una facciata dell’abbazia è stato appeso lo striscione con la scritta, «Grazie capo, la tua storia vivrà sempre con noi», della sezione di Pontida della Lega. Sul sagrato della chiesa in attesa del feretro sono già arrivati Giancarlo Giorgetti, con la cravatta verde, Salvini in camicia vede e cravatta scura, Luca Zaia e Attilio Fontana, ai quali la piazza dei militanti ha tributato un applauso. Al suo arrivo Zaia si è abbracciato con Giorgetti. Presenti anche il ministro Roberto Calderoli, il capogruppo alla Camera Roberto Molinari, il presidente della provincia di Trento Maurizio Fugatti. Alle esequie di Bossi anche l’ex ministro Castelli che la folla dei militanti ha salutato con un applauso.

Video copertina: Ansa