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Segnale modificato con un pezzo di scotch: a Milano fioccano le multe per gli scooter. Benenti (Federconsumatori): «Ne ho ricevute 18 ma farò ricorso»

26 Marzo 2026 - 07:33 Roberta Brodini
scooter milano multe
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Durante le Olimpiadi invernali è stata vietata temporaneamente la circolazione nella corsia preferenziale tra viale Serra e piazzale Lodi con una X sui simboli di moto e ciclomotori

A Milano c’è un tratto di strada, quello della corsia preferenziale della 90-91 tra Viale Serra a piazzale Lodi, che è normalmente accessibile a motoveicoli, ciclomotori, biciclette, taxi e autobus. Ma una disposizione temporanea ha impedito loro il transito in occasione dei Giochi Olimpici Milano-Cortina. Fin qui nulla di strano, se non fosse che il nuovo divieto era stato segnalato solamente con un pezzo di scotch su un cartello stradale. Così all’avvocato Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano, sono arrivate 18 multe e potrebbero non essere ancora finite. Come ha sostenuto in una intervista a Open, però, «quelle multe non sono valide» e ha già fatto ricorso.

Lo scotch sul vecchio cartello

«Da un giorno all’altro mi sono arrivate, come probabilmente a centinaia o migliaia di altri ignari motociclisti, tutta una serie di notifiche di multe» racconta a Open l’avvocato. «Io non sono residente a Milano e ho visto direttamente la notifica, qualcun altro se le è trovate nell’app del cittadino». Questa la situazione di molti motociclisti, ignari del cambio di regolamentazione sul transito nella corsia preferenziale della 90-91. Il nuovo divieto era stato in vigore temporaneamente, dal 2 febbraio al 18 marzo, in occasione delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina. Il motivo della loro ignoranza poteva però essere solo uno: mancava un’adeguata segnaletica che indicasse il divieto di transito temporaneo. Era stato infatti apposto solamente un pezzo di scotch a forma di X sull’icona dei motocicli riportata sul cartello stradale all’inizio della corsia.

La segnaletica insufficiente

Un’indicazione – un pezzo di scotch – assolutamente insufficiente secondo l’avvocato multato: «Ciò che mancava – ha affermato l’avvocato – è una segnaletica chiara. L’Articolo 79 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada dice infatti che nei centri urbani il cartello di prescrizione deve essere affisso ad almeno 80 metri dal punto interessato». A rendere ancora più peculiare la situazione sarebbe stato il fatto che ci fossero diverse macchine dei vigili urbani a segnalare le zone di accesso interdetto, ma tutte concentrate all’altezza di via Ripamonti, da cui poi si accedeva direttamente al Villaggio Olimpico. Le pattuglie non si trovavano quindi tra Piazzale Lodi e l’inizio di Via Serra, a bloccare il traffico o a indicare che non si potesse accedere, ma solo alla fine del percorso.

Più multe in un solo giorno

Inoltre, ciò che viene contestato è anche la continuatività. Per la disposizione delle telecamere, disseminate tra un varco e l’altro della corsia preferenziale, le multe sono state date in sequenza, a distanza di pochi minuti, nonostante l’infrazione commessa fosse la stessa. Ad oggi, Benenti è stato quindi sanzionato 18 volte, con multe da 89 euro – che se pagate entro 5 giorni possono ridursi a 58 euro – per un totale di 1.602 euro. Non le ha però pagate e ha deciso di fare ricorso, oltre ad aiutare, tramite Federconsumatori, altre persone nella sua stessa situazione. Si aspetta inoltre che, per lui e per altri, possano arrivare altre sanzioni: «Sono passato tutti i giorni almeno due volte», ha dichiarato, essendo quel tratto di strada quello che percorre quotidianamente nel tragitto casa-lavoro.

Federconsumatori e la difesa contro le multe ingiuste

In quanto presidente della Federconsumatori Milano, Benenti spiega che «tutti i giorni il centralino dell’associazione riceve richieste di cittadini che hanno ricevuto multe e che vogliono essere difesi. Per il momento siamo arrivati a 15 e ce ne aspettiamo altre». Negli anni l’associazione ha assistito i cittadini multati dall’autovelox sul cavalcavia del Ghisallo e quelli che hanno transitato in Area B a Milano: «Almeno in quest’ultimo caso, più o meno, c’erano dei cartelli, anche se non facilmente comprensibili. Qui c’è uno scotch, che evidentemente non ha quel requisito minimo per informare un cittadino. Può benissimo essere considerato una bravata».

I prossimi step e cosa devono sapere i motociclisti multati

Gli uffici della Polizia Locale di via Friuli a Milano sarebbero stati in questi giorni assaltati da cittadini infuriati. «Stiamo depositando i primi ricorsi ora ed è importante ricordare che i cittadini hanno 30 giorni di tempo dalla ricezione della notifica per impugnare la multa, facendo ricorso rispetto al valore pieno della multa, senza lo sconto previsto per il pagamento entro i 5 giorni». L’avvocato ci tiene inoltre a ricordare: «Quello che faremo come associazione dei consumatori, avendo sottoscritto un protocollo con il comune di Milano, sarà chiedere un incontro in attivazione per richiedere l’annullamento in autotutela delle multe da parte del Comune». Per coloro che hanno già pagato la multa, però, purtroppo la normativa non prevede un rimborso.

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