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Maxi furto di KitKat, spariscono 12 tonnellate di barrette dirette in Polonia. L’azienda la prende con ironia: «I ladri hanno ottimi gusti»

29 Marzo 2026 - 21:56 Alba Romano
furto camion tiktak reazione azienda
furto camion tiktak reazione azienda
Sul tir c'erano 400mila prodotti. Si ipotizza un'azione per rivendere il cioccolato sul mercato parallelo

Un carico da centinaia di migliaia di barrette di cioccolato sparito nel nulla. È quanto accaduto a un tir partito dall’Italia centrale e diretto in Polonia, con a bordo i celebri KitKat, del gruppo Nestlé. A confermare l’episodio è la stessa azienda, spiegando che circa 12 tonnellate di merce, pari a oltre 400mila unità, sono state rubate lungo il tragitto, senza che al momento sia noto il punto esatto della scomparsa.

L’ironia dell’azienda

L’episodio è stato commentato con ironia da un portavoce dell’azienda: «Abbiamo sempre invitato le persone a prendersi una pausa con KitKat, ma stavolta i ladri hanno preso il messaggio troppo alla lettera. Pur apprezzando l’eccezionale gusto dei criminali, resta il fatto che il furto di merci è un problema in escalation per le aziende di tutte le dimensioni. Abbiamo scelto di rendere nota la nostra esperienza nella speranza di sensibilizzare l’opinione pubblica su una tendenza criminale sempre più comune».

Nessun rischio per i consumatori

Secondo quanto riferito dalla multinazionale, il mezzo era diretto verso i centri di distribuzione dell’Europa orientale quando si sono perse le sue tracce. Le indagini sono ora in corso con il coinvolgimento delle autorità locali e dei partner della catena logistica. L’azienda ha comunque rassicurato i consumatori: «Non ci sono rischi per la sicurezza alimentare e la fornitura non risulta compromessa».

L’ipotesi di rivendita nel mercato nero

L’episodio arriva in un momento particolare per il settore dolciario, che conta sul picco di consumo di cioccolato a ridosso della Pasqua. Proprio per questo, Nestlé non esclude possibili ripercussioni sull’approvvigionamento in diversi Paesi europei. Tra le piste al vaglio degli investigatori c’è quella della rivendita nel mercato parallelo. Per contrastare eventuali tentativi di immissione illegale, l’azienda ha invitato distributori e rivenditori a controllare i codici identificativi presenti sulle confezioni: ogni barretta è tracciabile tramite il numero di lotto, utile per verificarne l’origine.

Foto copertina: EPA/Neil Hall

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