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29 Marzo 2026 - 15:24 Gabriele Fazio

Roshelle – Mangiami pure

La conoscevamo come rapper, ci contavamo anche come rapper, soprattutto perché in effetti avremmo bisogno di una rapper donna che non si mettesse sulla scia dello scimmiottamento degli americani come quasi tutti i colleghi uomini, che abbia insomma qualcosa di diverso da dire, perlomeno partendo dalla prospettiva, elementare, che, appunto, trattasi di donna. Invece Roshelle, dopo qualche tempo lontano dal proscenio della musica italiana, dove tanti rapper l’avevano voluta accanto per collaborazioni eccellenti, torna con un disco assolutamente spiazzante. Un disco in cui il rap fa solo da contorno quasi invisibile a otto tracce composte con un piglio del tutto cantautorale, un disco che, al contrario del rap, vibra di un’intensa vulnerabilità, discograficamente parlando un atto quasi eroico. Un disco che non tenta di mascherare o diluire un dolore evidentemente acuto, esorcizzato attraverso otto bellissimi pezzi. Pezzi che Roshelle interpreta benissimo, senza rinunciare a quelle sue tonalità sensuali ma dandogli un sapore nostalgico che ne moltiplica il fascino. Mangiami pure è un disco oggettivamente confezionato benissimo, senza sbavature, ma è anche un disco che, come i grandi dischi, vi farà sentire meno soli. Per questo: consigliatissimo, dalla prima all’ultima traccia.