Giletti: «Dietro l’attentato a Sigfrido Ranucci c’è la camorra». La gelatina, l’auto usata e il viaggio dalla Campania – Il video
«Il mezzo usato non è una Panda nera, che probabilmente ha depistato all’inizio. La notizia vera è che l’esplosivo intanto non era plastico ma è una gelatina, probabilmente presa in una cava. Gli uomini erano tanti, non uno solo, e venivano dalla Campania: sono arrivati quella sera stessa e sono tornati. Uomini che appartengono alla camorra. L’attentato a Sigfrido Ranucci è di camorra». A dirlo è Massimo Giletti a Lo Stato delle Cose su Rai 3. Il conduttore anticipa via social una notizia sull’attentato al collega di Report, quando la sua auto e quella di sua figlia sono saltate in aria davanti all’abitazione del giornalista il 16 ottobre scorso, a Campo Ascolano, Pomezia.
Perché anche Ranucci non ha mai creduto a una pista politica
Ranucci stesso, il 4 novembre scorso, ha raccontato per oltre un’ora in Commissione parlamentare Antimafia di quell’ordigno «non rudimentale» che poteva «fare esplodere le auto a gas e far crollare la villetta» dove si trovava assieme alla famiglia. Il conduttore di Report, in quell’occasione, ha elencato, a partire dal 2010, tutte le minacce ricevute dopo una serie di servizi mandati in onda dalla trasmissione di Rai Tre. Dalle indagini sulle stragi, alle infiltrazioni dei clan negli appalti, al caso Moro e all’omicidio Mattarella. Una parte dell’audizione è stata poi secretata. A caldo, a pochi giorni dall’attentato, il 19 ottobre, Ranucci escludeva la pista politica. «Noi tocchiamo talmente tanti interessi e centri di potere – spiegava – che è impossibile capire l’origine, credo sia qualcuno legato alla criminalità, non credo nei mandanti politici». Oggi la conferma.
Repubblica: il percorso dell’auto degli attentatori sotto la lente dei carabinieri
La notizia dei collegamenti della camorra con l’attentato è stata riportata anche da Giuseppe Scarpa su Repubblica. I carabinieri del nucleo investigativo di via In Selci, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia con il pm Carlo Villani, stanno ancora continuando a indagare: nelle telecamere private, impianti condominiali, occhi elettronici su strade e incroci. Secondo quanto riporta il quotidiano in base ai primi rilievi l’auto è arrivata e ripartita nella stessa direzione, un elemento che rafforza l’ipotesi della criminalità organizzata campana.
