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Nove anni di carcere per l’inventrice della “meditazione orgasmica”: la truffa dei corsi per risolvere i problemi sessuali

01 Aprile 2026 - 17:07 Roberta Brodini
Nicole Deadone
Nicole Deadone
L'azienda, nata nel 2004, si era presto distinta come impresa all'avanguardia che dava priorità al piacere sessuale femminile. Dopo le denunce di sette donne abusate, la fondatrice Nicole Daedone è stata condannata dal tribunale federale

«Ho questo sogno: che un giorno vedremo meditazione, orgasmo e yoga nella stessa fattura»: così Nicole Daedone raccontava la missione della sua azienda OneTaste. Invece è finita con nove anni di carcere e la condanna a restituire 12 milioni di dollari. Secondo il tribunale federale l’imprenditrice avrebbe «sfruttato donne vulnerabili e le avrebbe costrette a compiere atti sessuali con i clienti e gli investitori dell’azienda».

OneTaste, tra comunità illuminata e setta

Daedone, che oggi ha 58 anni, sosteneva: «Quando guardiamo all’orgasmo, vediamo che ha lo stesso obiettivo di internet. Creare connessioni tra esseri umani». Tutti i seguaci avevano cominciato ad appassionarsi alla mission dell’azienda, a vivere insieme, a praticare sessioni di yoga senza vestiti e rapporti sessuali a 3 o a 4, partecipando attivamente o anche solo guardando. Per accedere, bastava entrare nel gruppo WhatsApp e presentarsi al 1074 di Folsom Street, a San Francisco. Niente di nuovo, se uno ricorda la storia della comunità e setta religiosa di Osho, nata negli anni Ottanta, che era riuscita ad attrarre migliaia di persone in una regione degli Stati Uniti, prendendone il controllo politico e diffondendo discutibili e convulse pratiche meditative e rapporti sessuali al suo interno. Con un’unica innovazione: l’accento sull’emancipazione femminile e la sperimentazione libera con il proprio corpo. La “meditazione orgasmica“, o “OM”, punto focale della pratica, prevedeva la stimolazione manuale sul corpo femminile da parte di uomini, in un contesto di gruppo.

I partecipanti

Così persone comuni, come quelle che hanno deciso di testimoniare all’interno del documentario prodotto da Netflix, raccontano di aver avuto la possibilità, grazie a OneTaste, di sperimentare qualcosa mai provato prima, risolvendo una volta per tutte i problemi legati alla loro sfera sessuale che le avevano perseguitate per tutta la vita. «Ero il classico nerd che aggiustava il computer degli altri e la sera mi ritrovavo in un folle baccanale orgiastico», racconta uno degli adepti, stupito di aver trovato così tante partner disponibili in quell’ambiente e di aver finalmente avuto una vita sessuale serena e soddisfacente. Una donna, a fianco di quello che poi è diventato il compagno, racconta di averlo conosciuto proprio nella comunità e di non essere mai stata avvicinata fisicamente in modo così profondo e intimo, prima di quel momento, da nessuno.

La figura della guru illuminata Nicole Deadone

Daedone viene descritta da molti come una figura illuminata e dotata di carisma straordinario. Dopo aver lanciato il suo progetto a San Francisco nel 2004, aveva presto aperto sedi a Los Angeles e a Londra. Nel 2012 aveva scritto un libro, dal titolo Slow Sex: The Art and Craft of the Female Orgasm, in cui esplorava la sessualità consapevole e il piacere. Aveva poi partecipato a Ted Talk e a podcast di successo. Si stima che almeno 35.000 persone abbiano seguito i suoi corsi e che 1.500 siano diventati insegnanti del suo metodo. Nel corso del processo sono stati in molti a scegliere di rilasciare dichiarazioni per difenderla, come Van Jones, corrispondente della CNN ed ex consigliere di Barack Obama e l’attore della serie televisiva West Wing, Richard Schiff. I suoi avvocati hanno poi dichiarato: «Ha vissuto una vita fuori dal comune e di grande impatto, ed è profondamente rispettata da persone di ogni estrazione sociale, comprese molte completamente estranee a OneTaste».

Le denunce

Non tutti i partecipanti avrebbero però giovato della loro adesione alle sedute e alla vita di comunità promossa da OneTaste: molte donne hanno infatti sostenuto di essere in realtà cadute «nella trappola di Nicole». «Ero il bersaglio perfetto», ha dichiarato una di loro. Il sistema prevedeva che dopo un colloquio con lo staff di OneTaste si venisse assegnati a un gruppo di cura e venissero proposti corsi e pacchetti di lezioni mirati, per risolvere i problemi dei vari nuovi componenti. Il risultato: moltissimi partecipanti truffati con la vendita forzata di corsi e pagamenti decurtati regolarmente ogni mese dalla carta di credito, nonché donne che si sono sentite violate e utilizzate come merce di scambio per gli uomini e investitori che partecipavano al programma. Tra le vittime dei ricatti dello staff, anche immigrati illegali minacciati di essere denunciati all’ufficio immigrazione.

La vicenda giudiziaria

Dopo l’inizio di una investigazione da parte dell’FBI nel 2018, il tribunale federale si è pronunciato lunedì 30 marzo, condannando Daedone a 9 anni di carcere e a restituire 12 milioni di dollari. Sette vittime avrebbero poi ricevuto un risarcimento di circa 890.000 dollari, secondo quanto affermato dai procuratori federali. Daedone aveva venduto la sua quota nella società nel 2017 per 12 milioni di dollari, un anno prima che le pratiche di marketing e di lavoro di OneTaste finissero sotto esame. Oltre a lei, l’ex direttrice delle vendite dell’azienda, la 45enne Rachel Cherwitz, è stata condannata a sei anni e mezzo di reclusione per il suo ruolo nella vicenda. Le due donne avrebbero costretto i membri della loro comunità a compiere atti sessuali che trovavano sgradevoli o ripugnanti con potenziali investitori o clienti, mediante pressioni economiche, manipolazione psicologica, sfinimento fisico e degradazione emotiva. Il noto avvocato Alan Dershowitz ha dichiarato che chiederà anche la grazia presidenziale a Donald Trump per le sue due clienti.

Foto copertina: YouTube | TEDxSF – Nicole Daedone – Orgasm The Cure for Hunger

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