Ultime notizie Crisi Usa - IranDonald TrumpMatteo Piantedosi
ESTERIIraqIsraeleSocial mediaTikTok

Su TikTok c’è un israeliano che insegna un idioma dimenticato: il giudeo-arabo, la lingua parlata prima della diaspora

04 Aprile 2026 - 12:38 Roberta Brodini
Dan Sheena TikTok
Dan Sheena TikTok
L'insegnante riporta in vita la lingua dimenticata della sua famiglia di origini irachene e trapiantata in Israele: e su TikTok fioccano le richieste di impararla

Dan Sheena è un giovane israeliano che insegna arabo colloquiale, come quello parlato dagli arabi nei territori occupati della Cisgiordania e a Gaza. Ha deciso però di riscoprire anche le sue origini più profonde, affiancando alla sua lingua, l’ebraico, e alla lingua che insegna, l’arabo, quella delle radici della sua famiglia: il giudeo-arabo, una lingua ormai quasi completamente scomparsa.

La diaspora

La famiglia di Dan Sheena abitava in Iraq, a Baghdad, ma era stata spinta a trasferirsi nel corso del ‘900 a causa delle persecuzioni riservate agli ebrei nel Paese. Negli anni Quaranta, quasi un milione di ebrei viveva infatti nel mondo arabo, mentre oggi si stima che ne rimangano circa 15.000, secondo dati riportati sul World Jewish Congress. In Iraq, inoltre, come riporta The Jewish Chronicle, dove un tempo esisteva una fiorente comunità ebraica di circa 120.000 persone, si ritiene che oggi vivano solo tre ebrei. La maggior parte della popolazione ebraica nei paesi musulmani «sarebbe stata costretta ad abbandonare le proprie case negli anni successivi alla fondazione dello Stato di Israele». Proprio a causa, o forse grazie, a queste sue origini in terra straniera, la lingua che parlavano i suoi famigliari prima della diaspora consisteva in un mix tra arabo e lingua ebraica. Cresciuto, però, in Israele, Dan non ha mai avuto modo di sperimentarla nella quotidianità, ma solo tra le quattro mura di casa, con le persone che condividevano il suo sangue e la storia della sua famiglia.

Il giudeo-arabo

Il giudeo-arabo è una lingua ormai in disuso. Dopo essere stata parlata dagli ebrei nel mondo arabo per circa 1.250 anni, sarebbe infatti oggi raramente parlata da persone di età inferiore ai 60 anni, in seguito al massiccio esodo di ebrei dai Paesi arabi, causato da discriminazioni e persecuzioni religiose. Come riferisce Assaf Bar Moshe – uno dei pochi esperti al mondo di lingua giudeo-araba – gli ebrei sparsi nel mondo arabo erano bilingue, e parlavano ebraico in casa e un dialetto locale in comunità. La lingua giudeo-araba era nata, quindi, dalla loro necessità di comunicare fuori casa con non ebrei, che parlavano arabo. Una sua caratteristica fondamentale è l’uso di parole prese in prestito dall’ebraico e dall’aramaico, soprattutto per oggetti religiosi o termini specificamente ebraici. Moshe ha affermato, inoltre, che oggi ci sono circa 6.000 madrelingua del dialetto arabo giudeo-baghdadiano in tutto il mondo e ha rivelato un dettaglio: «Il giudeo-arabo baghdadiano è in realtà il dialetto originale di Baghdad del Medioevo. La comunità ebraica lo ha preservato, mentre il dialetto musulmano è arrivato più tardi con le migrazioni del XVII secolo. Ecco perché sono così diversi».

La famiglia Sheena

In casa Sheena, i genitori di Dan continuano quindi a parlare il giudeo-arabo, compiendo così una scelta coraggiosa in termini di preservazione della loro identità: tra gli ebrei iracheni di seconda e terza generazione, infatti, le famiglie spesso hanno smesso di tramandarla nel tentativo di assimilarsi. La stessa madre e il padre del TikToker, come ha confessato l’insegnante in un’intervista a The Forward, nel 2024 avevano commentato con scetticismo la scelta dell’oggi 31enne: «Sei uno sciocco. Perché vuoi farlo? Nessuno vuole impararlo. È destinato a scomparire». Eppure, non appena diffuso sui social il suo intento di passare dall’insegnare l’arabo colloquiale al giudeo-arabo, le adesioni sarebbero state immediate, come riferisce il giovane: «Molte persone si sono iscritte. Mi dicevano: “Dan, questo è il mio sogno. Ho sentito i miei genitori parlare in giudeo-arabo e desidero davvero impararlo. E finalmente ne ho l’opportunità”».

I video virali

Nei suoi video, pubblicati sui suoi canali social che contano 100.000 follower su TikTok, e 40.000 su Instagram, è spesso accompagnato dai membri della sua famiglia, preziosi depositari della lingua che promuove. Dan si diverte mettendo in scena piccoli sketch di vita quotidiana, anche travestendosi con parrucche o vestiti scherzosi. Utilizza frasi classiche giudeo-arabe di Baghdad, tra cui insulti impertinenti come Wakka mazzalem («che la loro fortuna finisca») o complimenti come Asht eedak («che le tue mani siano benedette»), un’espressione gentile che si usa per complimentarsi per l’ospitalità di qualcuno o per le sue doti culinarie. Il TikToker racconta anche che i suoi video hanno avvicinato due generazioni, portando i giovani a interrogare i loro genitori sul significato di alcune frasi e parole, come in un vero risveglio identitario.

La lingua come ponte tra israeliani e palestinesi

Ma Dan si è reso conosciuto sui social anche per il tentativo di portare l’arabo colloquiale in terra israeliana. Spesso, infatti, si diverte a fermare passanti per le strade di Tel Aviv, chiedendo loro il significato di semplici parole arabe, come per esempio mu’allim (che in arabo significa «maestro»). I suoi video e le sue interazioni lanciano però un messaggio ancora più importante: la lingua può essere un ponte tra due comunità, due culture, le cui storie si sono intrecciate nei secoli e continuano a rimanere a stretto contatto. Così per le strade del suo Paese e con parlanti arabofoni, sceglie di parlare il dialetto arabo, suscitando stupore ma anche tanta ammirazione e apprezzamento per il suo gesto. A volte, conosce persino l’arabo classico meglio di loro e li interroga con piccoli e simpatici quiz.

leggi anche